Oceania

Categorie: Animazione, Film, Recensione

Pubblicato il 09-01-2017 alle 10:00

Moana (USA, 2016, 107min)
Regia: Ron Clements, Don Hall
Sceneggiatura: Jared Bush, Ron Clements
Cast: Auli’i Cravalho Moana, Dwayne Johnson Maui, Rachel House Gramma Tala, Temuera Morrison Chief Tui
Genere: Animazione, Titolo ambiguo, The Rock is everywhere

Trama: In principio c’era solo l’Oceano, finché non emerse l’isola madre Te Fiti. Il suo cuore, una piccola pietra verde, aveva il più grande potere magico mai conosciuto: creare la vita. Col tempo, in molti cominciarono a scoprire questo potere, finché un giorno il cuore venne rubato dal semidio mutaforma Maui per donarlo all’umanità. Durante la sua fuga, Maui venne attaccato dal demone di lava Te Kā, provocando la caduta del cuore e del suo magico amo da pesca nell’Oceano. Da quel momento, non si seppe più nulla del semidio.
(Wikipedia)
Vaiana (aka Moana, ma su questo torneremo), figlia del capo villaggio dell’isola di Motunui e futura capo lei stessa, sente fin da piccola il desiderio di salpare per il mare aperto, superando la barriera del reef che da sempre è il limite entro cui gli abitanti non osano avventurarsi. Il padre è fermamente contrario, ma grazie alla complicità della nonna Tala, Vaiana fa un’incredibile scoperta sulle origini del suo popolo e, a causa dell’avvento di una brutta carestia sull’isola, trova la spinta necessaria per seguire il suo destino, andando alla ricerca di Maui e del suo amo magico.

Dopo Elsa (Frozen) e Merida (Brave), questa giovane avventuriera tahitiana continua la serie delle moderne principesse Disney, padrone della propria vita e non necessariamente  destinate a dover trovare un’anima gemella per tirare avanti. In Oceania ho trovato tuttavia diversi rimandi al passato. Anche se stilisticamente non c’entra nulla, la protagonista ha molto della vecchia cara Pocahontas (abiti tribali e piedi scalzi, lunghi capelli scuri e carnagione olivastra, animaletti buffi che la circondano, una vecchia nonna saggia che la consiglia e la indirizza verso la sua strada e una notevole capacità di navigazione). Ci sono anche diverse similitudini con Hercules, dove erano i disegni dei templi e dei vasi a muoversi e cantare, mentre qui sono i tatuaggi di Maui.  Le canzoni non mi hanno colpito in maniera singolare, soprattutto all’inizio, mi sono parse un po’ banali e ripetitive, meglio verso la fine. Il lato positivo è che ci sono personaggi molto divertenti, prima tra tutti la nonna Tala che gioca a fare la matta, lo stesso Maui, per non parlare del galletto HeiHei (da me ribattezzato “el pollo loco”!) e dei piccoli pirati “noce di cocco”; la grafica è degna della miglior Pixar e la resa degli elementi naturali (acqua, terra e fuoco) è notevole, così come i capelli della protagonista, perciò nel complesso il mio giudizio è positivo.

La questione del nome.
Il film in originale si chiama Moana, che è il nome della protagonista. Per ovvi motivi (rimanda a Moana Pozzi, anche se ci girano intorno con una questione di marchio registrato) in alcuni paesi, tra cui l’Italia, hanno cambiato il nome in Vaiana. Mi starebbe anche bene eventualmente, ma quello che non capisco è perché solo in Italia il titolo è diventato Oceania. Davvero, a fine film è apparso in grosso OCEANIA e mi sono chiesta “Perché?”.

Qualche curiosità (quante ne avete notate?)

[CONTIENE SPOILER SUL FILM]:

  • Durante la canzone Tranquilla!, è possibile intravedere Flounder, il pesciolino amico di Ariel nel film La sirenetta.
  • Lo stile dei tatuaggi di Maui rimanda a quello dei vasi presenti nel film Hercules.
  • Tra i tesori posseduti da Tamatoa, è visibile la lampada del Genio del film Aladdin; inoltre, come il tappeto di Aladdin, l’Oceano è senziente ed aiuta i protagonisti.
  • Nella breve scena dopo i titoli di coda, Tamatoa menziona Sebastian, il granchio amico di Ariel e Flounder.
  • La scena in cui la piccola Vaiana salva un cucciolo di tartaruga da un branco di uccelli coprendola con una foglia, ricalca una fotografia visibile durante i titoli di coda di Lilo & Stitch.
  • Durante il suo primo incontro con Vaiana, Maui le firma il remo usando il becco di HeiHei, dicendo: “Se usi un uccellino per scrivere, si chiama tweet”.
  • Mentre Vaiana si presenta formalmente a Maui spiegandogli lo scopo del suo viaggio, questi le rinfaccia di essere una principessa intenzionata a distinguersi dalle sue precorritrici, cosa che Vaiana nega in quanto figlia di un capo villaggio; però Maui ammette di non distinguerne la differenza, facendo inconsciamente riferimento a Pocahontas, la quale è allo stesso modo ritenuta una principessa nonostante non lo sia nel senso “classico” del termine.
  • L’attacco dei Kakamora è ispirato ad alcune scene del film Mad Max: Fury Road; inoltre, uno dei Kakamora ha il volto di Baymax del film Big Hero 6.
  • Quando Maui scala la parete verticale dell’isola di Lalotai (il Regno dei Mostri), chiama Vaiana “Bottondoro”, nome della protagonista del film La storia fantastica.
  • Nel Regno dei Mostri, Vaiana incontra diversi esseri, tra cui una gigantesca creatura di cui si vede solo la schiena irta di spuntoni ossei; nonostante questo essere non si veda nella sua totalità, il particolare degli spuntoni e il colore della pelle richiamano il mostro Godzilla.
  • Le sonorità della canzone Lo splendente Tamatoa prendono ispirazione da David Bowie.
  • Quando Maui recupera il suo amo da pesca, prova immediatamente a tramutarsi in animale. In una di queste trasformazioni, per pochi istanti, diventa la renna Sven del film Frozen – Il regno di ghiaccio.
  • Quando il cuore di Te Fiti viene ripristinato e la vegetazione torna rigogliosa, uno dei primi fiori a comparire è quello magico di Rapunzel – L’intreccio della torre.
  • Durante i titoli di coda, compare un disegno riferito al sequel del film Ralph Spaccatutto, programmato per il 2018.
    (Wikipedia)


Voto di Crisididentita: 3 polli pazzi su 5
Voto di Doc Brown: 3 ami magici su 5
Voto di Snake Plissken: 2 preferivo Moana su 5
Voto di IMDb: 7,7 su 10 con 119170 voti

 

Informazioni su Crisididentita

Crisididentita

"Per entrarmi nel cuore e non farmi rimpiangere i soldi del biglietto, un film deve farmi almeno un po' piangere, o ridere, o piangere dal ridere." E-mail di contatto crisididentita@finalciak.com

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