Black Sails

Categorie: Recensione, Serie TV

Pubblicato il 20-09-2016 alle 18:00

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Black Sails (USA | South Africa, 2014, 56min)
Creatori: Robert Levine, Jonathan E. Steinberg
Cast: Jessica Parker Kennedy (Max), Toby Stephens (Captain Flint), Hannah New (Eleanor Guthrie), Zach McGowan (Captain Charles Vane), Luke Arnold (John Silver), Toby Schmitz (Rackham), Clara Paget (Anne Bonny), Tom Hopper (Billy Bones)
Genere: Avventura | Drammatico | Pirati | YarrHarrFiddleDeeDee
Stagioni: 1  (8 episodi), 2 ( 10 episodi), 3 ( 10 episodi)

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La Starz è un canale televisivo statunitense a pagamento, che ha dato i natali a DaVinci’s Demons, Spartacus, Ash vs Evil Dead. Tutte serie che hanno fatto parlare di se nel bene o nel male, ma che si sono fatte notare nel palinsesto televisivo con una certa importanza pure in Italia.

C’è una serie che non ha raggiunto la gloria che merita. Una serie passata decisamente in osservato, ma con un potenziale enorme e lo sta sfruttando appieno. Questa è Black Sails.

Creata da Jonathan E. Steinberg e Robert Levine, Black Sails si pone l’obbiettivo di mostrarci ciò che avviene prima dei fatti narrati da Robert L. Stevenson ne L’isola del Tesoro.

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Magari, penserete voi, tutta questa manfrina iniziale poteva essere risparmiata per una serie sui pirati. E’ vero, ma vorrei dirvi solo il nome del produttore esecutivo, e scommetto già che la curiosità di arrivare alla fine dell’articolo inizia a muoversi. Michael (KABOOM) Bay… vi state incuriosendo eh!

Bene e ora vi dirò che non è la solita serie sui pirati che conosciamo. Non è Jack Sparrow. Non c’è magia e nemmeno divinità. Dimenticatevi quindi quel mondo che la Disney ci ha inculcato e veniamo ai fatti.
Qui abbiamo sangue, grog e sesso.
Ora che siete abbastanza caldi, preparatevi perché voglio sviscerarvi uno dei migliori capolavori sugli uomini di ventura di questi anni.

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Tutto comincia con bombardamenti ed assalti a vascelli e la nostra prima conoscenza di Long John Silver.
Sangue, altre scoppiettate di cannone, fumo e … morte. Infine troviamo il capitano Flint.

Fermiamoci un attimo. I nomi cominciano tornarvi alla memoria. Questo è ovvio perché si tratta dei veri protagonisti dell’isola del Tesoro. Vi ricordate come iniziava il romanzo? Ci penso io.

Il marinaio Billy Bones, prende alloggio alla locanda “l’ammiraglio Benbow”, ove farà conoscenza del giovane Jim Hawkins. Questo suggerirà al ragazzo di tenersi in allerta nel caso arrivi un uomo con una gamba sola a cercarlo. Di li a pochi giorni verrà a trovarlo un suo vecchio “amico” che gli consegnerà la macchia nera. Billy sarà colpito da un malore e sul letto di morte gli svelerà la verità e consegnerà a Jim il segreto. Ovvero la mappa per arrivare all’isola del tesoro del grande Capitano Flint […] Numerose vicissitudini ed il ragazzo si troverà a bordo della Hispaniola, una goletta governata dal Capitano Smollet e altri fidati amici di Jim. In più altri marinai compreso il cuoco di bordo, ovvero Long John Silver […]

Poi parte una delle sigle più belle, sia a livello visivo che musicale che vi rimarrà in testa per molto tempo.

 

Successivamente, e così per tre intere puntante, il ritmo cala per introdurvi ai personaggi. Mostrarvi l’ordine che vigeva sulla nave. Spiegarvi come gli uomini siano arrivati alla pirateria e, cosa non meno importante, il vero e unico obiettivo della serie. La rotta della Urca de Lima.

Se vi state chiedendo se la Urca de Lima sia esistita veramente, è esistita.

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Nel 1715, era impegnata con le compagne a trasportare una considerevole quantità d’argento dalle Indie Occidentali, verso la Spagna, ma il 31 di Luglio del 1715, vicino alle coste della Florida, nei pressi dell’attuale città di Fort Pierce, una potente tempesta colpì l’intero convoglio spagnolo, riducendo i dodici galeoni a poco più di relitti galleggianti.

E’ proprio questa la particolarità di Black Sails. Miscelare il reale con la fantasia in una così perfetta amalgama delle parti da rendere intenso e godibile tutto il racconto. Perché in fondo si tratta proprio di questo.

Se in molte serie non sappiamo dove andiamo a finire, qui lo sappiamo benissimo. Sappiamo benissimo dove si arriverà, ma il modo ne è la vera sorpresa. Molti sono i personaggi del libro che verranno esplorati appieno. Verranno caratterizzati. In particolar modo Flint stesso, Silver, e Billy. Tutti descritti da Stevensons, ma non in modo così determinante.

Mi ripeto nel dire che è spettacolare l’intreccio con la realtà. Vedremo Calico Jack, Charles Vane o lo stesso Barba Nera; ci sono anche altri tipi di barbe nere, ma lasciamo stare…

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E’ reale l’apparizione di Jack Rackham, o Calico Jack, Pirata ed ideatore del vessillo Jolly Roger con teschio e sciabole. Forte era la relazione con Anne Bonnie, una delle poche piratesse realmente vissute, assieme a Mary Read. Sanguinario e senza pietà è Charles Vane o lo stesso Edward Low. Affronteremo in seguito Barbanera la cui brutalità non ha eguali.

La magia di questo prodotto sta nello stile in cui viene affrontato tutto questo. Non parlo solo del sangue e delle scorribande che si susseguivano ogni giorno sia per terra che per mare, ma come questi uomini vivevano in nave. si comportavano nel rispetto gli uni degli altri, di come fossero straordinariamente uguali sotto quelle stesse vele. La magia stava in quella cosa che noi chiamiamo “democrazia”. Proprio nel 1700, e anche prima, i pirati avevano deliberato la prima vera e propria democrazia al mondo. Regole non scritte, ma rispettate. Tutti gli uomini avevano uguali diritti, e quella stessa vita che si erano lasciati alle spalle era una sfida alla corona o all’impero che per anni li avevano sfruttati e miseramente abbandonati. Quelle stesse navi erano una possibilità ed una vendetta.

Con ciò non si vuole descrivere un mondo bello e pieno di amore. Tutt’altro. Gli uomini di ventura sapevano che il mondo bello non esisteva e se volevi il pane dovevi guadagnartelo. Ogni uno si sarebbe con la spada o con il fuoco, guadagnato il proprio pane. E se nel farlo la morte lo avrebbe sopraggiunto, beh allora sarebbe morto, ma da uomo libero.

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La vita in mare era una scelta, e le votazioni per la scelta del capitano sono un esempio. Se l’equipaggio ritenesse che il capitano non fosse in grado più di guidare gli uomini allora tutto sarebbe stato messo ai voti. E’ spettacolare come la serie ti mostri queste cose. Come viene descritta la vita sporca, ma libera, del pirata.

Una volta scesi a terra, ci si avventurava fra il grog ed il caldo seno di una donna.

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Black Sails è dunque una serie che deve essere vista, e visto che la prossima sarà l’ultima stagione, confido in voi che recuperiate le prime tre serie su Netflix, Rai4 o dove volete voi.

“Quindici uomini sulla cassa del morto, yo-ho-ho! E una bottiglia di rum. Il vino e il diavolo hanno fatto il resto, yo-ho-ho! E una bottiglia di rum!”

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Voto di IMDb: 8,2 su 10 con 66680 voti
Voto di Batfiz: 4 barbe nere su 5
Voto di Snake Plissken: 3 “Do what you want ‘cause a pirate is free” su 5

 

 

Informazioni su bat-fiz

bat-fiz

Collaboratore ufficiale di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a batfiz@finalciak.com

  • bat-fiz

    4 stagioni che prenderò in Blu-ray. 4 stagioni piene di avventura, sesso tradimenti. Ma la quarta stagione è sorprendentemente diversa da ciò che mi aspettavo.
    Nulla di quello che potevo immaginarmi, nulla di banale.
    Magnifica. Magnifico il finale. Magnifico lo spazio lasciato allo spettatore nel collegare i puntini dal finale al libro. Magnifica l’evoluzione di Billy ed esaltante il ruolo di Calico Jack…

    Per la miseria quanto mi mancherà questa serie!!

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