Heavy Rain

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 17-03-2010 alle 20:30

Regia: David Cage
Sceneggiatura: David Cage
Interpreti: Pascal Langdale, Jaqui Ainsley, Sam Douglas, Leon Ockenden, Mike Powers, Aurélie Bacilhon
Francia (2010), thriller/drammatico, durata: variabile

Con questa recensione esco un poco fuori tema (o fuori sito?), perchà Heavy Rain non è un film uscito al cinema o in DVD, è un videogame. Definirlo videogame però non è propriamente corretto secondo me: Heavy Rain è un film interattivo, la trama muta con le azioni che intraprendete mentre giocate (azioni ponderate ma anche improvvisate e non propriamente volute). Per questo motivo, Heavy Rain è più assimilabile come un’opera interattiva simile ai vecchi laserdisc di Dragon’s Lair e Space Ace, dove tramite telecomando si ‘pilotavano’ le azioni dei protagonisti.
Ecco perché ho deciso di scrivere questa recensione, dove dirò la mia sugli aspetti cinematografici tralasciando quelli prettamente videoludici.

Trama: USA, 2011. In una città della costa orientale, opera un freddo e spietato assassino che annega i bambini nell’acqua piovana e, dopo averne abbandonato i corpi in zone deserte, gli mette nelle mani un origami e sul petto un’orchidea bianca. Attorno all’oscura figura di questo killer, si intrecciano le vite di quattro persone: Scott Shelby (Sam Douglas), investigatore privato asmatico ingaggiato dalle famiglie delle vittime del killer: Ethan Mars (Pascal Langdale), ex architetto e padre di famiglia, distrutto psicologicamente dopo una tragedia famigliare e irrimediabilmente coinvolto nei piani dell’assassino dell’Origami; Norman Jayden (Leon Ockenden), profiler e agente dell’FBI che dovrà indagare sull’assassino; Madison Paige (Jaqui Ainsley), giornalista affetta da insonnia cronica che suo malgrado si troverà coinvolta nella caccia all’uomo.

Impressioni: Come viene definito dallo stesso David Cage, Heavy Rain è un dramma interattivo. Durante lo svolgimento della trama, saremo davanti a scelte che influenzeranno, nel bene e nel male, la storia dei quattro protagonisti. La trama la scriviamo noi, scegliendo cosa fare al momento opportuno, e in base a come reagiamo nei momenti di pericolo e d’azione si avranno ripercussioni più o meno pesanti, fino ad avere finali completamente differenti. I protagonisti inoltre, possono morire o venire feriti più o meno gravemente, con tutte le ripercussioni del caso.

Riguardo il filo narrativo principale, Heavy Rain è davvero un ottimo giallo/thriller. In alcune scene c’è una tensione palpabile, accentuata dal fatto che i protagonisti reagiscono ai nostri comandi. Lo definirei un incrocio tra l’enigmista, il collezionista e minuti contati, con una regia copiata da 24 (i riquadri che riprendono più scene che accadono in contemporanea) e una trama avvincente, con colpi di scena ben riusciti e senza incongruenze narrative grossolane. Una volta iniziato, la storia fila via che è un piacere ed è veramente difficile riuscire a staccarsi, anche per nutrirsi o per espletare bisogni fisiologici (i cateteri sono molto utili).

Per scegliere gli attori, la Quantic Dream (produttrice del titolo) ha effettuato veri e propri provini e li ha poi virtualizzati con la tecnica del Motion Capture e con tecnologie prese in prestito da Avatar. Notevoli poi le ambientazioni: sono dettagliate e credibili e, nel caso, molto tetre e traspiranti di tensione e pericolo. La pioggia, oltre ad essere un protagonista, è un elemento molto importante dal punto di vista narrativo, ed è una costante per tutta la durata del film (o del videogame).

Una nota di merito anche per la colonna sonora, composta da Normand Corbeil (Screamers – urla dallo spazio, L’arte della guerra). La musica classica si addice moltissimo ai toni cupi della trama, con un uso prevalente di violoncelli e del pianoforte. Ogni personaggio che il suo tema, che da enfasi al carattere e allo stato d’animo di ognuno di loro, molto azzeccati. Il ritmo e i temi poi, non sembrano scopiazzati da quelli di altri film, come spesso mi capita di notare.

Conclusioni: Heavy Rain è un’opera talmente ben fatta e coinvolgente, che considerarla un videogame è un vero peccato (sennò mica perdevo tempo a scrivere sta pappardella di roba). La trama è degna di molti film gialli/thriller di Hollywood, anzi, forse è il film più bello di questo genere narrativo che ho visto quest’anno (a parte Shutter Island). Il fatto di poter intervenire sulle azioni dei protagonisti, rende la tensione e il coinvolgimento palpabile; durante la narrazione, si è talmente immedesimati e coinvolti nelle vicende dei personaggi, che spesso mi sono chiesto: ‘Cosa farei io in questa situazione?’. Ma soprattutto la domanda che ci si pone e che rappresenta quella principale: ‘Quanto lontano mi spingerei per salvare la vita a qualcuno che amo?’.

Se era questo il livello di immedesimazione che voleva creare David Cage, da parte mia credo che ci sia riuscito appieno. In definitiva, per come si è risolta la storia (per come l’ho finita io, con le scelte che ho fatto), è stata una esperienza cinematografica godibile. Per quanto ne so, magari se facevo scelte diverse la trama sarebbe diventata uno schifo, non lo so.

Ora gli aspetti negativi: è una esperienza fruibile solo su console da gioco PS3. E’ un vero peccato, perché rende il titolo godibile solo per pochi e taglia fuori molti appassionati cinefili. Sarebbe davvero fantastico se titoli del genere uscissero come DVD o BD-Disc interattivi, magari basandosi sulla tecnica interattiva di Dragon’s Lair; è una tecnologia vecchia di 27 anni, non credo sia impossibile rispolverarla e migliorarla.
E’ troppo lungo per essere ‘visto’ come film, cavolo durerà dalle 6-8 ore in totale! Inoltre quando finisce dispiace, quindi non so fino a che punto è un aspetto negativo…

Buona visione (o buon gioco, a dir si voglia)!

Voto IMDb: 9,5
Voto di Doc. Brown: 9
Voto di Snake Plissken: 9 (con un morto e troppi feriti)

 

Informazioni su Doc Brown

Doc Brown

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a docbrown@finalciak.com

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