Il Ponte delle spie

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 07-01-2016 alle 12:30

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Bridge of Spies (USA | Germany | India, 2015, 141min)
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Matt Charman, Ethan CoenJoel Coen
Cast: Tom Hanks (James B. Donovan), Mark Rylance (Rudolf Abel), Alan Alda (Thomas Watters Jr.), Amy Ryan (Mary Donovan)
Genere:  Biography | Drama | Thriller

Benvenuti nella inaspettata ed insolita, se non unica, rubrica della FinalciakCultura!

Oggi per voi un film su un uomo dalla storia talmente importante da non riuscire a capire perché aspettare così tanto nel farci un film. Ma grazie a Thanos, per noi c’è la combo Spielberg – Hanks.

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…non dimentichiamoci dei Bros (meno Warner) Coen e Matt Charman.

Si parla quindi del fatto storico della Crisi degli U-2 e dello scambio che un semplice avvocato (con i controgingilli), James B. Donovan, è riuscito ad organizzare tra Stati (dio li abbia in gloria) Uniti e la rossa sporca, comunista, povera, fredda (pugno al cielo) Unione Sovietica, sul Ponte di Glienicke a Berlino.

Uno scambio sudato come poi è sudato il film. Per arrivare a quel fatto importante devono passare ben due ore, in cui il regista propone uno spettacolare Tom Hanks, che si contraddistingue nella difesa della spia russa Rudolf Abel. In questi attimi Spielberg vuole farci addentrare nella America di quegli anni. Lo stato di terrore che tutta la popolazione viveva, la minaccia della Russia e della sua bomba atomica, propinata come il mostro sotto al letto dei bambini. L’enorme quantità di stereotipi che fuoriescono per l’alta tensione sociale, che viviamo benissimo pure oggi nella nostra situazione, viene mostrata da Spielberg alla grande e con intelligenza, ricordando la sua storia.

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Non viene presa posizione politica, perché non è questo il film, ma viene mostrato l’uomo prima dell’idea. Cosa fondamentale in ogni epoca. Ma allora se il film è così storicamente e narrativamente potente, perché non mi è piaciuto alla follia? Vi ringrazio della domanda. Il vero problema della pellicola è la lentezza lungo il raggiungimento dei passaggi cruciali. Un film che potrebbe durare un ora e mezza, va oltre le due ore sfociando nello sbadiglio e declinando la concentrazione.

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Si insomma, stringi stringi è un film da vedere in poltrona.

 


Voto di IMDb: 7,6 con 227157 voti
Voto di Bat-fiz: 7 (anche se tirato)
Voto di Doc Brown: 7,5 (mai fare solo una copia della tesi)
Voto di Crisididentita: 6,5 (il ponte delle ponse)

 

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