Shutter Island

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 11-03-2010 alle 19:50

Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura: Laeta Kalogridis (Sceneggiatura), Dennis Lehane (Romanzo)
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Max von Sydow, Michelle Williams
USA (2010), Thriller/Giallo, 138 min

C’è stata molta pubblicità e hype su questo film, il ritorno di Martin Scorsese e del suo pupillo DiCaprio. Premetto che secondo me Scorsese è sopravvalutato, dirige film lunghissimi e pallosisissimi, alcuni poi mi hanno fatto letteralmente cagare addosso (The Aviator, The Departed, Gangs of New York). Inutile dire che partivo già prevenuto per vedere questo film.

Trama: Boston, 1954. L’agente U.S. Marshall Teddy Daniels (Leonardo DiCaprio) è sulla nave che lo sta portando a Shutter Island, dove si trova l’unico ospedale psichiatrico in America gestito come un penitenziario: i suoi pazienti sono infatti dei pericolosi criminali insani di mente. Insieme al suo nuovo partner Chuck Aule (Mark Ruffalo) deve investigare sulla fuga di una paziente, che con tutta probabilità si nasconde ancora sull’isola (è impossibile oltrepassare le alte scogliere dell’isola e il traghetto è l’unica via di accesso). Il direttore dell’ospedale, il Dr. Cawley (Ben Kingsley), sembra però nascondere particolari sulla fuga della paziente: non ci sono segni di scasso, nè di fuga, la paziente è letteralmente ‘evaporata’. Durante le indagini, Teddy scoprirà che l’isola nasconde segreti ben più oscuri.

Impressioni: Come da tradizione di ‘scorsiana’ memoria, Shutter Island non è un film da prendere alla leggera. E’ lungo, lento, con DiCaprio, ma queste sono gli unici punti in comune con gli altri film di Martin. Shutter Island è invece un bel giallo, che prende lo spettatore e lo pone davanti agli avvincenti misteri dell’isola. I colpi di scena poi (una novità per Scorsese) sono ben riusciti. Come accennato, Il film va seguito con particolare attenzione, perché è nei particolari che si può prevedere che piega prenderà la trama.

In linea di massima, il film crea una bella tensione, a tratti paragonabile a un film horror (anche se horror non lo è per niente). La pazzia che imperversa sull’isola è resa in modo magistrale e credibile. Teddy è un ex reduce della Seconda Guerra Mondiale che ha vissuto atrocità, tra cui quella della liberazione di un campo di concentramento. La sua psiche già vacillante per la morte della moglie morta in un incendio doloso è scossa dall’ambiente del penitenziario psichiatrico, tanto che lo spettatore (o almeno io) si sente spesso disorientato. Gli incubi della guerra e della moglie defunta di Teddy, sono spaventosi ma affascinanti, ricordano molto gli incubi di Max Payne (anche se mi viene da vomitare al solo nominare il film).

Conclusioni: Shutter Island mi ha sorpreso, devo smetterla di avere pregiudizi sui registi. Il film di Scorsese è un ottimo giallo/thriller psicologico, che non annoia pur essendo lungo, infatti prende fino al colpo di scena finale. DiCaprio ancora una volta mi è piaciuto, si è dimostrato capacissimo di reggere questo ruolo per nulla semplice; grande anche Kingsley, nella parte di un direttore molto ambiguo e misterioso. Se avete voglia di un film impegnato e psicologico, per niente noioso e molto avvincente, questo è il film del momento.

Voto di IMDb: 8,1
Voto di Doc Brown: 8
Voto di Axel Foley: 7

 

Informazioni su Doc Brown

Doc Brown

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a docbrown@finalciak.com

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