Codice: Genesi

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 01-03-2010 alle 23:16

The Book of Eli

Regia: Albert Hughes, Allen Hughes
Sceneggiatura: Gary Whitta
Intepreti: Denzel Washington, Gary Oldman, Ray ‘The Punisher’ Stevenson, Mila Kunis
USA (2010), Fantascienza, 117min

Premessa: Io sono un tecnico radiologo, e come tale quando si parla di radiazioni ionizzanti ed esplosioni nucleari, mi sento toccato nella professione. Le ambientazioni post-nucleari in primis, sono un ricettacolo di cliché e CAGATE sulle radiazioni, e ovviamente mi incazzo come una bestia. Certo in alcuni film si deve scendere a compromessi per la storia (Terminator, L’uomo del Giorno Dopo), ma in Codice: Genesi…

Trama: Siamo alla fine del ventiduesimo, il mondo è scosso dalla guerra atomica. Trenta anni dopo l’olocausto nucleare, gli USA e forse l’intero pianeta sono devastati, ma comunque l’essere umano non si è estinto. Un viaggiatore solitario vaga per le terre desolate: indossa dei Rayban ed è in missione per conto di Dio. No, non è un Blues Brothers, ma Eli (Denzel Washington), un sopravvissuto che si dirige verso ovest; con lui pochi effetti personali scampati alla distruzione, tra cui l’ultima Bibbia scampata alla guerra. Arrivato a un piccolo insediamento comandato dal tiranno Carnegie (Gary Oldman), Eli finisce inevitabilmente per attirare l’attenzione del despota, desideroso di possedere l’ultima Bibbia sulla Terra; con le sacre scritture, Carnegie può facilmente prendere spunto per sottomettere al suo volere i sopravvissuti indifesi.

Impressioni: Partiamo con l’ambientazione post-nucleare. Sono scoppiate troppe testate strategiche sul suolo americano, e dopo appena 30 anni Denzel (ma anche i sopravvissuti) passeggiano allegramente tra i crateri delle esplosioni (ben due volte si vede nel film) e non si curano della contaminazione millenaria del terreno, acqua e cibo. E vabbè, è un film e dovevano chiudere un occhio sulla realisticità dell’ambientazione, il problema è che persino in un videogame come Fallout, l’ambientazione è resa infinitamente meglio (non ci voleva tanto, magari qualche frase sulla contaminazione).

Guardando il film non mi è parso di essere in un mondo post-apocalittico, ma solo in un mondo desolatissimo, con un sole che acceca gli esseri umani (a causa della guerra atomica dice Eli, ma perché? Cacchio centra? Il film è sponsorizzato da Rayban?) e con un freddo bestia (probabilmente nel deserto del Nevada, ma sono tutti intabarrati e vestitissimi con sciarpe e quant’altro). In un mondo dove da 30 anni non si produce niente e neanche prodotti per l’igiene, Eli si lava con salviette monouso trovate tra i resti della civiltà (e fin qui, ci sta …), Mila Kunis invece no, è sempre impeccabile, con quel suo visino pulito acqua e sapone. Siamo tornati alle leggende metropolitane dove le fighe manco vanno in bagno a fare la popò.

Codice: Genesi è considerato un film d’azione, in realtà di azione non è che ce ne sia più di tanto. Effettivamente è vero quanto ha scritto Snake nell’anteprima: l’azione è quella del trailer salvo altre due scene minori. Triste pensare che questo film sia prodotto dalla Silver Pictures di Joel Silver, un uomo che negli anni ’80 non produceva un film se non vedeva almeno una esplosione in ogni pagina dello story-board Ma soprattutto è triste che abbiano catalogato il film come azione.

In questa pellicola ci troviamo di fronte a uno spot bello e buono sulla religione (cattolica). Posso accettare il fatto che il cattivo voglia la Bibbia per usarla per comandare la gente, traendo ispirazione dalle scritture (questa anzi credo sia una forte critica), ma nel film assistiamo a veri e proprio ‘atti della divina provvidenza’ che fanno storcere il naso non poco, anzi fanno incazzare parecchio. Va bene che è fantascienza, ma questa è fantareligione! Il personaggio di Denzel poi, ha vissuto la guerra, ma non si ricorda la causa scatenante. Potrebbe essere a causa delle diverse religioni dice, per questo poi i sopravvissuti hanno bruciato tutti i libri sacri, ma è molto vago. Non capisco quindi se il film elogi la religione, o la denunci come possibile causa della nostra autodistruzione. No scusate, decisamente voto per la prima!

Conclusioni: Dopo l’anteprima di Snake temevo molto, e infatti… Il film non è d’azione (a parte poche scene) anche se cerca di fare il verso ai vecchi film di Leone (ovvero Ray Stevenson fischietta il tema di C’era una volta il West e c’è una sparatoria fuori da un saloon, fine dell’omaggio a Leone), descrive un futuro post-apocalittico poco credibile (uno dei cattivoni manco sa cosa è un televisore, siamo 30 anni dopo la guerra, non 200 porca troia), ed è in pratica uno spot televisivo sulla religione cattolica. Denzel e Gary tengono alta la recitazione, ma potevano anche non scomodare un attore carismatico come Oldman per il cattivo. Il finale è spiazzante, quando poi ho visto Malcom McDowell fare la sua comparsa, ho concluso che ero di fronte a un film di serie B.

Buona visione…

Voto IMDb: 7,1
Voto Doc. Brown: 5
Voto Axel Foley: 5
Voto Snake Plissken: 5 (se nn c’era la cagata religiosa era un 6 tranquillo)

 

Informazioni su Doc Brown

Doc Brown

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a docbrown@finalciak.com

Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com