Robert Zemeckis

Categorie: Scheda

Pubblicato il 05-05-2015 alle 18:00

zemeckisBenvenuti ad una nuova scheda targata Finalciak, oggi vi presentiamo uno dei più grandi registi contemporanei, che ha saputo dare una svolta importante soprattutto nel cinema americano degli anni ’80: Robert Zemeckis.
La presente scheda è tratta da una tesi di laurea in Scienze e Tecnologie della Comunicazione discussa presso l’università degli studi di Ferrara durante la sessione di marzo 2015 e si intitola “Tempo e cambiamento nel cinema di Robert Zemeckis”.
Oltre alla biografia del personaggio seguiranno le recensioni dettagliate di quattro film diretti da Zemeckis, quattro pellicole che il tesista ha reputato più importanti e che soprattutto si addicono meglio alla tematica del suo progetto, dove il protagonista è il tempo e i suoi effetti sui personaggi. Diversi film di Zemeckis infatti presentano denominatori comuni: il tempo, il cambiamento e il movimento; questi tre fattori sono spesso interconnessi fra loro dando vita a interessanti sviluppi nei suoi film.
Parte così questa avventura attraverso il mondo visto con gli occhi di Robert Zemeckis: un vero e proprio viaggio nel tempo.

BIOGRAFIA

Robert Lee Zemeckis nasce il 14 Maggio 1952 a Chicago, Illinois, da madre italoamericana e padre lituano. Il suo interesse per il cinema nasce già in età adolescenziale: a 20 anni, infatti, gira il suo primo cortometraggio The lift e subito dopo A Field of Honor, che vince il premio speciale della giuria agli Student Academy Awards nel 1975. Completa gli studi laureandosi alla Northern Illinois University e nel 1973 ottiene il diploma alla University of Southern California, una prestigiosissima scuola di cinema degli Stati Uniti. Finiti gli studi, comincia a lavorare come montatore di telegiornali e come regista di piccoli spot pubblicitari presso la NBC. In questo periodo conosce Bob Gale, noto sceneggiatore e regista statunitense e che ricoprirà un ruolo importante nella sua formazione.

a field of honor posterSuccessivamente, viene notato dal regista Steven Spielberg che gli affida il progetto dal quale poi nascerà il suo primo lungometraggio, 1964: Allarme a New York, arrivano i Beatles (I Wanna Hold Your Hand, 1978); il film parla di un gruppo di ragazzi, tre coppie, appartenenti alla generazione degli anni ’60, che impazzivano per i ragazzi di Liverpool e che quindi faranno di tutto per assistere a un concerto della loro band preferita. Questo esordio ufficiale segna anche l’inizio di un lungo sodalizio del regista col suo vecchio compagno di corso Bob Gale, il quale sarà il co-sceneggiatore e il produttore esecutivo di tutte le opere di maggior rilievo firmate Zemeckis nei successivi anni ’80. Finito il primo lungometraggio, torna a lavorare per Spielberg e scrive la sceneggiatura di 1941: Allarme a Hollywood (1941, 1979). Nel 1980 gira il suo secondo film, La fantastica sfida (Used Cars), pellicola sulla complicata vicenda di rivalità tra commercianti di automobili usate con risvolti sulla corruzione del mondo politico e di quello della pubblicità. Sfortunatamente non ottiene un gran successo ai botteghini. Anche in questo caso Bob Gale è co-autore del soggetto e della sceneggiatura e Spielberg e John Milius danno il loro contributo per condurre in porto l’operazione.

Diapositiva1pietra verde posterNon è un buon periodo questo per il duo Zemeckis – Gale, i quali si vedono rifiutare alcuni progetti, mentre altri rimangono in cantiere. Nel 1984, Zemeckis ha a sua disposizione un cast di alto livello e gira All’inseguimento della pietra verde (Romancing The Stone) con Micheal Douglas, Kathleen Turner e Danny de Vito. Joan Wilder, una scrittrice di successo di romanzi d’amore e di avventura, riceve una angosciata telefonata della sorella Elaine, sequestrata su di una ricca imbarcazione da due delinquenti in Colombia, dove la donna si era recata alla ricerca del marito scomparso. Ma, prima di partire per il suo ultimo viaggio, l’uomo aveva inviato alla cognata Joan una preziosa mappa, con l’indicazione del luogo dove è nascosta la “pietra verde”. E’ la mappa l’oggetto del ricatto di Ira e Ralph, che in mancanza daranno Elaine in pasto ai coccodrilli. A Joan non resta che partire per Cartagena…
Nonostante la trama avvincente e il cast di tutto rispetto, ancora una volta gli incassi non rispettano le attese.

La svolta arriva l’anno successivo, quando Robert Zemeckis mette la firma su uno dei suoi capolavori: Ritorno al futuro (Back to the future, 1985), con Michael J. Fox e Christopher Lloyd. Il film è un vero successo anche a distanza di anni e raccoglie milioni di fan in tutto il mondo. Inoltre riceve 4 nomination agli Oscar tra cui miglior sceneggiatura originale, scritta da Zemeckis e Bob Gale.

Diapositiva2_NEWNel 1988 esce Chi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit). Anche questo film riscuote un grande successo dalla critica e dal pubblico e viene considerato come una vera e propria pietra miliare della storia del cinema, vincendo ben 3 premi Oscar (miglior montaggio, miglior montaggio sonoro e migliori effetti speciali).
Nel 1989 e nel 1990 escono uno dopo l’altro i due sequel di Ritorno al futuro, bissando il successo del primo episodio.
Dopo questa parentesi “fantascientifica”, Zemeckis gira una commedia dall’aspetto inconsueto rispetto ai suoi film precedenti, La morte ti fa bella (Death Becomes Her, 1992). Questo film presenta, infatti, un versante oscuro della vena creativa di Zemeckis, dove la componente satirica, sempre sottilmente presente, diviene preponderante. Siamo a Beverly Hills, dove due donne si combattono da tempo: Madeline Ashton, stella del musical, ed Hellen Sharp, scrittrice di successo. Essendo ormai non più giovani, le creme di bellezza fanno parte della loro quotidianità. Madeline è abituata a portar via gli uomini alla rivale e ci riesce anche con Ernest Menville, un medico specializzato in chirurgia plastica, un tempo fidanzato di Hellen. Non basta, però: l’eterna giovinezza è ambita dalle due donne, che fanno ricorso alla misteriosa pozione della celebre maga Lisle. Da qui si svolgerà una lunga battaglia tra le due donne, destinate all’immortalità, grazie agli effetti della pozione. Anche in questo caso il regista di Chicago può contare su un cast di alto livello, composto da Meryl Streep, Bruce Willis e Goldie Hawn. Questa commedia noir ebbe scarsa fortuna ai botteghini. Ciononostante vinse il premio oscar per i migliori effetti speciali.
Nel 1994 Zemeckis firma un altro capolavoro, che gli vale l’ambito Oscar come miglior regia e a Tom Hanks come miglior attore protagonista. Stiamo parlando di Forrest Gump, film ispirato all’omonimo romanzo di Winston Groom del 1986.

Diapositiva3_NEWNel 1997 esce Contact, film che ha per protagonista Jodie Foster e che ritorna alla tematica fantascientifica. Ellie riesce, dopo numerose difficoltà, a interpretare un messaggio alieno e ad intraprendere un fantastico viaggio nello spazio, dove incontrerà un extraterrestre con le sembianze del padre, scomparso quando lei era bambina. Tuttavia, dalla base spaziale, esiste la convinzione che la navicella con a bordo la scienziata non sia mai partita. Per cui il dubbio rimane: Ellie è davvero andata nello spazio, o è tutto frutto della sua immaginazione?
Due anni più tardi, assieme a Joel Silver e Gilbert Adler, Zemeckis fonda la casa di produzione Dark Castle, specializzata in film horror. Nel 2000 egli gira contemporaneamente due film, Cast Away e Le verità nascoste (What Lies Beneath). Il primo ha ancora come protagonista Tom Hanks e tratta della storia di un novello Robinson Crusoe. Il secondo film girato in quell’anno, invece, è un thriller che ha come protagonisti Michelle Pfeiffer e Harrison Ford, e vuole ricalcare in qualche modo il cinema di Hitchcock. La vita matrimoniale del Dottor Norman Spencer e della sua bellissima moglie Claire è assolutamente perfetta e nulla sembra possa turbare il loro equilibrio, ma Claire percepisce un disagio crescente… E’ allucinazione o realtà? Inesorabilmente una presenza inafferrabile comincia ad insinuarsi nella sua esistenza sino a sconvolgere tutte le sue sicurezze e tutto ciò in cui aveva sempre creduto.

Diapositiva4Zemeckis a questo punto si concede un periodo di pausa, dobbiamo aspettare fino al 2004 per veder nascere una nuova pellicola. In questo periodo il regista, può sperimentare nuove tecnologie per i suoi film. In Polar Express (The Polar Express) usa la 3D performance capture, un particolare procedimento grazie al quale l’attore recita collegato a dei sensori elettronici posti sul suo corpo, dove le movenze e le espressioni di quest’ultimo vengono catturate dal computer che è collegato a questi speciali sensori. Ciò permette allo stesso attore di girare più ruoli nello stesso film. La Performance Capture, inoltre, consente alla macchina da presa di muoversi più agilmente sul set, permettendo così al regista di girare lunghi piano-sequenza virtuosistici e inquadrature altrimenti impossibili. L’attore usato per questa sperimentazione è ancora una volta Tom Hanks, che interpreta diversi ruoli all’interno del film. La storia parla di un ragazzino che ormai fatica a credere nella magia del Natale. Così sale a bordo del Polar Express per andare proprio al Polo Nord per trovare Babbo Natale.
Un altro film viene girato con la medesima tecnica. Siamo nel 2007 e il film in questione è La leggenda di Beowulf (Beowulf), un adattamento cinematografico dell’omonimo poema epico. In una magica epoca, un uomo eccezionale, Beowulf, appare per salvare un antico regno danese dalla distruzione da parte di una creatura malvagia. In cambio, questo vichingo leggendario, succederà al trono. Liberando il regno da questa bestia selvaggia, Beowulf ottiene fama e fortuna. Grandi ricchezze e straordinarie tentazioni si preparano per lui. La saggezza con la quale gestirà il suo nuovo potere definirà il suo destino come guerriero, campione, capo, marito e, cosa ancora più importante, come uomo. Anche in questa circostanza la Performance capture fa miracoli. Le espressioni dei personaggi risultano ancora più autentiche e anche l’effetto dell’invecchiamento della pelle è veramente realistico. Tutto ciò è reso possibile da ulteriori sensori posizionati sugli occhi dell’attore che rendono gli sguardi più “veri”.

Diapositiva5_NEWNel 2009 la Disney affida a Zemeckis la rivisitazione (la terza della casa di produzione, dopo Il canto di natale di Topolino del 1983 e Festa in casa Muppet del 1992) del Canto di Natale di Charles Dickens, esce così A Christmas Carol. La tecnica utilizzata è ancora la performance capture e il ruolo di protagonista spetta a Jim Carrey, che interpreta l’uomo d’affari avaro e severo Ebenezer Scrooge. Il contesto storico culturale è la Londra dell’era vittoriana alla vigilia di Natale. Scrooge in quella notte riceverà la visita di 3 spiriti che cercheranno di risvegliare in lui la vera essenza del Natale. Il film ottiene buoni risultati, e si conferma un film capace di attirare adulti e bambini.
Dopo la parentesi della performance capture Zemeckis torna dietro alla macchina da presa e gira due film: Flight (2012) che vede protagonista Denzel Washington che interpreta un pilota di aerei di linea con seri problemi di droga e alcolismo e del quale potete leggere qui la nostra recensione; il secondo è un film biografico e racconta l’impresa che il funambolo francese Philippe Petit compì nel 1974 attraversando le Torri Gemelle su un cavo d’acciao senza alcuna protezione, a interpretare il protagonista è Joseph Gordon-Levitt e il film si intitola The Walk (wiki).

Diapositiva6_NEW

RITORNO AL FUTURO

ritorno al futuro posterBack to the Future (USA | 1985 | 116min)
Cast: Michael J. Fox (Marty McFly), Christopher Lloyd (Dr. Emmett Brown), Lea Thompson (Lorraine Baines), Crispin Glover (George McFly), Thomas F. Wilson (Biff Tannen.)
Musiche di Alan Silvestri. Sceneggiatura di Robert Zemeckis & Bob Gale. Prodotto da Steven Spielberg, Frank Marshall & Kathleen Kennedy.
Regia di Robert Zemeckis.
Genere: Fantascienza | Avventura | Commedia

IMDb Top 250 #50, voto 8,5 con 819182 voti.
Vincitore di un premio Oscar come migliore montaggio sonoro.

Diapositiva5

TRAMA

25 ottobre 1985, Hill Valley, California. Marty McFly è un ragazzo diciassettenne studente di liceo, poco disciplinato, fidanzato con Jennifer Parker, una sua coetanea compagna di scuola. Il suo sogno è quello di diventare una rockstar, ma senza molto successo: il gruppo in cui suona viene infatti bocciato al provino per suonare al ballo della scuola. Inoltre, il ragazzo non si dà pace per la piatta esistenza dei suoi genitori: suo padre George è da sempre succube di Biff Tannen, un tempo bullo della scuola, ora suo capoufficio; la madre Lorraine è una donna imbruttita e inacidita dalla non certo esaltante vita con George, mentre i suoi due fratelli esercitano lavori poco appaganti e ancora vivono con i genitori. L’unico sollievo che Marty ha è il suo migliore amico, un anziano e bislacco inventore di nome Emmett “Doc” Brown. Una notte, proprio quest’ultimo chiama il ragazzo chiedendogli di raggiungerlo nel parcheggio del Twin Pines Mall per filmare un misterioso esperimento.
Una volta giunto sul posto, Marty scopre che lo scienziato ha costruito una macchina del tempo modificando una DeLorean (una bella automobile a quel tempo e poco adatta a diventare un esperimento). L’esperimento consiste nell’inviare nel futuro (solo un minuto avanti) il cane di Doc, Einstein. L’esperimento riesce, ma subito dopo sopraggiunge un commando terroristico dalla Libia (al tempo in lotta contro gli Stati Uniti) cui Doc aveva rubato del plutonio, necessario per far funzionare il “flusso canalizzatore”, indispensabile per il viaggio nel tempo. Doc viene ucciso e Marty, fuggendo con la vettura, aziona involontariamente l’apparecchio, ritrovandosi catapultato indietro nel tempo: il luogo è lo stesso, Hill Valley ma 30 anni prima, precisamente il 5 novembre 1955, data in cui Doc aveva sognato per la prima volta il flusso canalizzatore.
I guai sono appena iniziati perché nel tentativo di cercare Doc per farsi aiutare a tornare nel futuro Marty involontariamente si intromette nel suo passato entrando in contatto con i suoi genitori rischiando così di modificare negativamente il suo futuro mettendo in pericolo la sua stessa esistenza.

Diapositiva1

PROGETTO E PRODUZIONE

Il produttore e sceneggiatore Bob Gale concepì l’idea di questo film dopo aver visitato la casa dei suoi genitori a Saint Louis nel periodo seguente l’uscita del film di Zemeckis La fantastica sfida (Used Cars, 1980). Cercando nella loro cantina, Gale trovò l’annuario scolastico di suo padre e scoprì che aveva ricoperto la carica di capoclasse nell’ultimo anno di liceo. Gale pensò al suo capoclasse, un ragazzo con cui non aveva nulla in comune. Si domandò quindi se sarebbe potuto diventare amico di suo padre qualora fossero andati a scuola insieme. Quando tornò in California, raccontò a Robert Zemeckis la sua idea. Il regista pensò poi all’idea di una madre dei tempi attuali che andava sostenendo di non aver mai baciato nessuno a scuola, quando in realtà negli anni giovanili era stata una ragazza molto promiscua. I due portarono il progetto alla Columbia Pictures, e trovarono un accordo per la realizzazione della pellicola nel settembre del 1980.
Zemeckis e Gale ambientarono la storia nel 1955 perché, affermarono, matematicamente un ragazzo di 17 anni che viaggia per incontrare i propri genitori si sposterebbe in quel decennio. Il periodo, inoltre, marcava l’ascesa di importanti elementi culturali per i teenagers: la nascita del rock’n’roll e l’espansione dei suburbi, elementi che avrebbero insaporito la storia. In origine la macchina del tempo era un frigorifero ed aveva bisogno dell’energia di un’esplosione atomica presso il Nevada Test Site per tornare indietro: Zemeckis era però preoccupato che i ragazzi si potessero accidentalmente chiudere all’interno dei frigoriferi imitando la scena, e trovò più conveniente che la macchina del tempo fosse un mezzo di trasporto. La DeLorean DMC-12 venne scelta per il suo design che rendeva credibile la gag in cui la famiglia di contadini la scambiava per un disco volante. Gli sceneggiatori trovavano difficile rendere credibile l’amicizia tra Marty e Brown prima di creare il gigantesco amplificatore per chitarra, e risolsero la relazione edipica con sua madre quando scrissero la battuta: «E’ come baciare mio fratello».
La prima bozza di Ritorno al futuro venne completata nel febbraio 1981. La Columbia Pictures mise in vendita i diritti sul film. «Essi ritenevano che fosse un film molto bello e carino, ma non abbastanza sexy», racconta Bob Gale. «Ci suggerirono di proporlo alla Disney, ma noi decidemmo di vedere se un altro importante studio avesse voluto il nostro lavoro». Tutti i più importanti studi cinematografici rifiutarono il film nei successivi quattro anni, mentre Ritorno al futuro subì nel frattempo due ulteriori revisioni. Gale e Zemeckis decisero infine di proporre Ritorno al futuro alla Disney: «Ci risposero che una madre che si innamora del proprio figlio non era appropriata in un film per famiglie della Disney», raccontò Gale.

Diapositiva2

IL CAST

Michael J. Fox, nome d’arte di Michael Andrew Fox (9 giugno 1961), è un attore e doppiatore canadese naturalizzato statunitense nato a Edmonton, Alberta, Canada. Michael J. Fox
È famoso soprattutto, oltre che per l’interpretazione di Marty McFly, protagonista della trilogia di Ritorno al futuro, di Alex P. Keaton nella sitcom Casa Keaton (Family Ties, 1982-1989) e di Michael Flaherty nella serie televisiva Spin City (1996-2002), grazie ai quali vinse complessivamente quattro Golden Globe, due Screen Actors Guild Awards e cinque Emmy Awards.
Nel 1991, a soli trent anni, gli fu diagnosticata una grave forma di malattia di Parkinson giovanile, notizia questa che avrebbe reso pubblica nel 1998. Ciò lo obbligò a ritirarsi quasi del tutto dalle scene dal 2000. Oggi è molto attivo per la ricerca sulle cellule staminali e, per tale impegno, che lo ha portato anche a istituire la Fondazione Michael J. Fox, il 5 marzo 2010 il Karolinska Institute gli conferisce una Laurea honoris causa.
La madre, Phyllis, svolgeva il lavoro di impiegata e di attrice, mentre il padre, William, lavorava come agente di polizia ed era un membro delle Forza Armate Canadesi. Nel 1982 debutta nella televisione statunitense come uno dei protagonisti della serie tv Casa Keaton, di grande successo anche in Italia.
Nel 1980 esordisce sul grande schermo con Follia di mezzanotte (Midnight Madness), una produzione Disney di scarso successo. Nel 1985 viene scoperto e lanciato da Robert Zemeckis, nel ruolo di Marty McFly, nel fortunato film Ritorno al futuro (prodotto, tra l’altro, da Steven Spielberg). Successivamente si conferma attore brillante in Voglia di vincere e ne Il segreto del mio successo. Nonostante sia conosciuto come attore di film comici, gira con successo (in coppia con Sean Penn) il film Vittime di guerra (Casualties of War), di Brian DePalma, dove interpreta un soldato dell’esercito statunitense alle prese con le atrocità della guerra del Vietnam. Sul set di Vittime di Guerra il rapporto tra il mite Fox e la “testa calda” Sean Penn non è idilliaco; ad ogni modo alla fine delle riprese Michael lascia nel camerino di Penn un biglietto in cui scrive: «lavorare con te non è stato un piacere, ma è stato sicuramente un onore».
Nel 1991, mentre gira il film Doc Hollywood di Michael Caton-Jones, si accorge che le sue dita tremano senza che lui riesca a controllarle; gli viene diagnosticata la malattia di Parkinson, notizia che renderà pubblica soltanto 7 anni più tardi, nel 1998.
Nel 1996 recita nel film di Tim Burton Mars Attacks!. Sempre nello stesso anno dà il via a quattro anni di strepitoso successo con la sit-com Spin City, nei panni del protagonista, il vanitoso ma efficiente vicesindaco della città di New York. Purtroppo nel 2000, dopo aver vinto ben tre Golden Globe, si trova costretto a lasciare la serie per l’aggravarsi della malattia.
Dopo il ritiro da Spin City, diviene un importante sostenitore e raccoglitore di fondi a favore della ricerca sulle cellule staminali; a questo scopo ha creato la Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Research. Sulla propria esperienza della malattia, Fox ha affermato: «Il Parkinson mi ha salvato la vita. Prima vivevo a 100 all’ora e bevevo, ora mi sono avvicinato alla famiglia».
Nel 2010, in occasione del 25º anniversario dall’uscita nei cinema di Ritorno al futuro (Back To The Future), Michael J. Fox riveste i panni di Marty McFly rigirando il trailer del film e annunciando la partecipazione agli Scream Awards 2010. Le nozze d’argento della pellicola sono festeggiate in tutto il mondo, specialmente a New York, dove il cast principale, formato da Michael J.Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson e il regista Robert Zemeckis si riuniscono davanti a una folla di fan in visibilio.

lea thompsonLea Katherine Thompson è nata a Rochester, nel Minnesota nel 1961, da Barbara, cantante e musicista, e Cliff Thompson. Nel 1981 sposa il regista Howard Deutch ed ebbero due figlie: Madelyn e Zoey, anch’esse attrici. Inizia la carriera facendo spot pubblicitari per la nota compagnia di fast food Burger King. In seguito debutta come attrice nel film Il ribelle (All The Right Moves, 1983) di Michael Chapman e si assicura una certa notorietà a fianco di Michael J. Fox nella trilogia di Ritorno al Futuro. Nel corso degli anni novanta lascia gradualmente il mondo del grande schermo e diventa una star televisiva grazie alla serie Caroline in the City (1995-1999).

christopher lloydChristopher Allen Lloyd, oltre al noto ruolo del dottor Emmett “Doc” Brown, lo ritroveremo più tardi quando parleremo di Chi ha incastrato Roger Rabbit. E’ un noto attore americano, noto non tanto per l’interpretazione del giudice Morton, bensì di un dottore, Emmett “Doc” Brown, nella riuscitissima trilogia de Ritorno al Futuro.
Nasce a Stamford, Connecticut il 22 Ottobre 1938. Figlio di un avvocato e di una cantante, Lloyd cresce nel Connecticut e comincia a muovere i primi passi nella recitazione quasi per gioco, all’età di 14 anni, nelle rappresentazioni scolastiche estive. A soli 19 anni si trasferisce a Manhatthan e, dopo aver frequentato corsi di teatro a New York, esordisce a Broadway, dove interpreta svariate commedie, tra cui Sogno di una notte di mezza estate (A Midsummer Night’s Dream, di William Shakespeare) e Il gabbiano (di Anton Pavlovič Čechov). Complessivamente, in tutta la sua carriera Lloyd ha preso parte a più di 200 pièce teatrali. Il suo primo ruolo cinematografico di rilievo è quello di un paziente psichiatrico nel film di Milos Forman, Qualcuno volò sul nido del cuculo (One Flew Over The Cuckoo’s Nest, 1975). Lloyd si dimostra da subito un professionista instancabile, applicando la sua preparazione teatrale al personaggio decidendo di trascorrere alcune settimane in un vero istituto di igiene mentale per dare vita al suo personaggio. La popolarità di Lloyd, tuttavia, diventa globale solo nel 1985, grazie alla trilogia già citata. Nei panni dello scienziato Doc Brown, con l’aria spiritata e l’esclamazione “Grande Giove!”, in inglese “Great Scott”, Lloyd si conquista un posto nell’immaginario collettivo degli spettatori di ogni età, interpretando con grande ironia il topos dello scienziato pazzo e capace di invenzioni assurde e geniali.

LA COLONNA SONORA

kinopoisk.ruNel 1985 l’etichetta discografica statunitense MCA Records ha lanciato sul mercato un album di 10 brani, che in ordine sparso spaziano da Time Bomb Town di Lindsey Buckingham a Heaven is One Step Away di Eric Clapton, passando per i due brani strumentali Back to the Future e Back to the Future Overture, diretti da Alan Silvestri in collaborazione con The Outatime Orchestra.
Nella colonna sonora spiccano due brani di Huey Lewis and the News: The Power of Love, presente più volte all’inizio del film, e Back in Time, quest’ultimo usato anche nei titoli di coda. Inoltre, nei primi minuti del film, il cantante Huey Lewis fa un fugace cameo, nel ruolo del professore che sceglie i gruppi che suoneranno alla festa della scuola. Ironicamente, il professore boccia l’audizione di Marty, che gli propone proprio una versione rock strumentale di The Power of Love.
La seconda parte dell’album lascia spazio anche a Mr. Sandman (cantato dai Four Aces) e The Wallflower (Dance with Me Henry), cantato da Etta James, e che coincide con la parte del film ambientata negli anni Cinquanta.
huey lewisNella colonna sonora sono presenti anche due brani Night Train ed Earth Angel, che nel film sono parte integrante della serata del ballo “Incanto sotto il mare” e vengono attribuiti a Marvin Berry and the Starlighters.
In chiusura dell’album Johnny B. Goode viene riproposta da Marty McFly e gli Starlighters. Per quanto possa sembrare realistico, non è Fox a suonare la canzone nel ballo di fine anno, bensì è un brano registrato. Tuttavia, Michael si era fatto affiancare da un noto chitarrista dell’epoca, in modo da mimare esattamente tutti i movimenti da compiere con la chitarra.
Altri brani presenti nel film ma non inclusi nell’album sono The Ballad of Davy Crockett (eseguito da Fess Parker), Pledging My Love (eseguito da Johnny Ace) e il già citato Mr. Sandman. Quest’ultimo è stato usato sia nel primo che nel secondo film, sempre quando Marty entra nella Hill Valley del 1955, quasi a rimarcare il salto temporale con l’evidente cambio di genere e stile musicale. La musica orchestrale è stata composta ed eseguita da Alan Silvestri e pubblicata ufficialmente nella sua completezza solo il 12 marzo 2009.

Diapositiva3

SUCCESSO E DISTRIBUZIONE

Diapositiva6_NEWNell’edizione italiana del film, i protagonisti Marty McFly e “Doc” Emmett L. Brown sono doppiati rispettivamente da Teo Bellia e Ferruccio Amendola. In fase di adattamento dei dialoghi, sono stati effettuati anche alcuni cambiamenti di testo. Nella versione italiana del film, così come per tutte le altre nazioni, sono stati presi precedenti e precisi accordi contrattuali su tutti i marchi registrati citati nelle varie versioni delle varie lingue.
Nella versione originale, Marty, quando va nel 1955 chiede al barista una TaB, bevanda senza zucchero prodotta dalla Coca Cola Company e commercializzata a partire dal 1963 (sconosciuta dunque nel 1955). Dato che il vocabolo “tab” in inglese vuol dire anche “conto”, il barista risponde «non posso darti un conto a meno che non ordini qualcosa». In quella italiana, essendo questo gioco di parole non traducibile, la bevanda richiesta inizialmente è una Fanta, altra bevanda prodotta dalla Coca Cola Company; la risposta ironica del barista è chiedergli se Marty vuole della fantascienza da bere. Inoltre, nella versione originale, Marty nel 1955 chiede al barista una «Pepsi Free» (versione senza caffeina della Pepsi introdotta nel 1982 e abbandonata poco dopo l’uscita del film), che l’uomo interpreta come una “Pepsi gratis” e la quale risposta scontata è che in quel locale non si faccia credito. In quella italiana il barista propone a Marty qualcos’altro da bere e lui risponde appunto “Pepsi senza” e a questo punto, come la versione inglese, il barista risponde «…senza che? Se vuoi dire senza pagare hai sbagliato porto».
Lorraine crede che Marty si chiami Levi Strauss dal nome sugli slip del ragazzo, che nella versione originale è Calvin Klein (marchio non ancora noto in Europa negli anni ottanta; nella versione francese, ad esempio, diventa Pierre Cardin). Nella versione italiana il cambiamento del marchio genera un evidente anacronismo: la Levi Strauss iniziò la sua attività in patria nella seconda metà del XIX secolo, ed era pertanto largamente conosciuta nel 1955.
Marty non sopporta di essere chiamato «fifone», in realtà veniva additato come «chicken», ovvero “pollo”. Questo termine ha la stessa accezione che in italiano si ha con l’offesa “coniglio”. Quindi la traduzione è pressoché corretta.
Udendo che il futuro presidente degli Stati Uniti d’America è Ronald Reagan, l’incredulo Doc Brown domanda se altri attori coprano cariche istituzionali di primissimo piano, quali Jerry Lewis come vicepresidente, Marilyn Monroe come first lady e John Wayne come ministro della guerra; in originale i nomi sono invece Jane Wyman (la prima moglie di Reagan) come first lady e, come segretario al Tesoro tal Jack Benny, un attore famoso solo negli Stati Uniti per aver dato vita a un personaggio radiofonico molto avaro.
Doc esclama spesso «Great Scott!», una tipica esclamazione di tarda letteratura americana, adattato in Italia come «Bontà Divina!» in questo capitolo, e «Grande Giove!» nel secondo e nel terzo capitolo.
Il film si apre facendo sentire diversi ticchettii seguita da una panoramica di molti orologi, uno di questi ha un piccolo pupazzo dalle sembianze molto simili a quelle di Doc. L’immagine è curiosa perché rappresenta proprio una delle scene finali, un paradosso per così dire in quanto nel film deve ancora succedere perché gli eventi non sono ancora stati modificati.
In occasione del suo 25º anniversario, il 27 ottobre 2010 il film è stato riproposto per un solo giorno nelle sale cinematografiche italiane.
Il film ottiene un solo premio Oscar, come miglior montaggio sonoro, assegnato a Charles L. Campbell e Robert Rutledge.
Il primo film della serie uscì negli Stati Uniti il 3 luglio 1985, e ottenne subito un insperato successo: costato 19 milioni di dollari, ne guadagnò 11 solo nel primo week-end di programmazione. In America incassò 210 milioni di dollari, lanciando Michael J. Fox come attore e Robert Zemeckis come cineasta di primo piano. Fu chiaro subito che il soggetto si prestava alla realizzazione di un sequel, e il finale “aperto” della prima pellicola (con Doc e Marty in partenza per il futuro) dava spazio a numerose possibilità narrative. Non a caso, nell’edizione uscita in videocassetta, i titoli di coda dei primi due film riportavano la dicitura “Continua“, per avvertire il pubblico dell’imminente seguito.
In Italia il primo capitolo di Ritorno al Futuro uscì nelle sale il 18 Ottobre 1985 e in totale, tra Stati Uniti e resto del mondo, il film incassò più di 900 milioni di dollari!

Diapositiva4LA SECONDA E LA TERZA PARTE

ritorno al futuro 2 posterIn Ritorno al futuro – Parte II (Back to the Future Part II, 1989), dopo che Marty è fortunosamente ritornato dal 1955, vede ritornare il suo amico Emmett Brown “Doc” dal futuro. Egli lo informa che nel 2015 il suo futuro figlio si metterà nei guai e lo invita a tornare con lui nel futuro, per correggere la piega che prenderanno gli eventi.
ritorno al futuro 3 posterNel terzo capitolo del film, Ritorno al futuro – Parte III (Back to the Future Part III, 1990) uscito l’anno successivo, Marty rimane nuovamente intrappolato nel 1955. Il suo amico Doc, infatti, nella notte del 12 novembre 1955, è stato catapultato insieme alla macchina del tempo nel 1885 dalla scarica di un fulmine. Costretto a chiedere nuovamente aiuto al “giovane” Doc, Marty scopre, nel recuperare la DeLorean, che Doc verrà ucciso dal pistolero Buford “Cane Pazzo” Tannen, bisnonno di Biff Tannen del 1985, per un debito di 80 dollari. Così Marty decide di partire per il vecchio West per salvare Doc e se stesso e finalmente per ritornare a casa.

ANALISI CRITICA

Un film che tratta i viaggi del tempo non poteva che aprirsi in maniera classica, con una miriade di orologi. Si accende anche la tv che naturalmente parla di terroristi libici, nordafricani, possiamo aggiungere mediorientali (tenendo in conto l’immaginario che evoca la figura del terrorista). Questi terroristi hanno rubato del plutonio, materiale importantissimo nel film, in quanto alimenta il flusso canalizzatore che rende possibili i viaggi nel tempo.
Abbiamo quindi una multinazionale straniera e il pericolo del terrorismo, tutto in queste prime sequenze del film (tipica routine quotidiana post-moderna ovvero dominio delle multinazionali e il terrorismo come strumento di paura nella popolazione, simbolo di un potere nascosto) e naturalmente il plutonio simbolo dell’energia nucleare post-moderna che si è accoppiata all’energia fossile (moderna) e in alcune parti ne ha preso il posto. L’energia nucleare è l’energia del post-moderno e suo forte simbolo. E’ l’energia che apre scenari cupi, tiene il mondo nell’equilibrio della guerra fredda, del pericolo nucleare.
Un anno dopo Ritorno al Futuro vi sarà il disastro di Chernobyl e nessuno può dimenticare il recente disastro di Fukushima e i referendum svolti in Italia, un problema sentito, che paradossalmente ha evitato una nuova guerra mondiale.
Il segreto del successo di Ritorno al futuro si deve a un abile miscuglio di nostalgia, comicità e fantascienza. In un’epoca come gli anni ottanta, caratterizzata dall’evoluzione tecnologica, con l’avvento dei computer e degli effetti speciali, l’idea geniale degli autori fu invece di riportare il protagonista, e con esso tutto il pubblico, negli anni cinquanta, a stretto contatto con i propri genitori, all’epoca semplici teenager come lui. In questo surreale viaggio Zemeckis e Gale ebbero inoltre l’intuizione d’innestare un meccanismo da commedia degli equivoci, con Marty involontario oggetto dei desideri della futura madre e costretto ad adoperarsi come pigmalione dell’imbranato padre, al fine di prevenire la propria scomparsa. I continui ammiccamenti alla storia americana (Marty non viene creduto da Doc quando nel 1955 gli racconta che nel 1985 il Presidente degli Stati Uniti è Ronald Reagan, all’epoca un semplice attore) e ai paradossi del destino (nel secondo episodio, ambientato nel 2015, compare un cinema dove si proietta Lo squalo 19 diretto da Max Spielberg, vero nome del figlio del famoso regista) hanno conferito alla trilogia un’irresistibile carica ironica, supportata da una sceneggiatura a orologeria e da un gruppo di attori in stato di grazia.

Diapositiva7_NEWLa saga di Ritorno al futuro è una macchina spettacolare in tre capitoli che ha dissimulato, dietro la frenesia degli effetti speciali, la galleria degli stereotipi e la sapienza calcolata di tecnologia e tecniche di marketing: una vertiginosa e raffinata riflessione su 130 anni di cultura popolare americana. I tre film rappresentano un complesso e concitato percorso di andata e ritorno dal 1985 al 1955 e poi dal 2015 al 1885 che, nelle forme svagate di un gigantesco videogame (in cui tutti gli elementi devono essere raccolti e messi a posto per poter proseguire), omaggia diversi miti collettivi americani.
Stilisticamente i punti di forza della saga, al di là degli effetti speciali, sono principalmente tre:
-Il primo è lo sviscerare in maniera chiara gli ipotetici meccanismi del viaggio nel tempo con relative conseguenze e paradossi.
-Il secondo è che i personaggi, pur muovendosi nel futuro o nel passato, non ne vengono stravolti restando fedeli a sé stessi e quindi credibili; gli spettatori possono, così, identificarsi con i protagonisti in misura maggiore chiedendosi cosa avrebbero fatto al posto loro.
-Il terzo, molto importante e che ha fatto poi la differenza con altri film del genere, è che la storia di Ritorno al futuro nonostante una certa tensione emotiva, si mantiene sempre in bilico tra commedia e fantascienza.
Ancora un altro fattore di grossa importanza della trilogia è che, a differenza di altre saghe, quella di Ritorno al futuro è composta da film strettamente collegati tra loro e propone un complesso percorso su e giù nel tempo con continui rimandi logici e di continuità tra l’uno e l’altro film: se, infatti, per altre trilogie di successo come quelle di Indiana Jones o di Guerre Stellari, il non aver visto l’episodio precedente non costituiva poi un grosso handicap, per Ritorno al futuro invece non è così, visto che il secondo ed il terzo episodio rimandano marcatamente al primo per il loro sviluppo, con trame che si snodano parallele alla storia principale costruendo poi ulteriori nuove vicende per il giovane Marty.

Diapositiva8Molti sono stati i film di fantascienza ambientati nel passato, alcuni dei quali includevano come elemento portante macchine del tempo ma, il più attento, accurato e preciso è senza ombra di dubbio la trilogia di Ritorno al futuro. In particolare, il secondo film evidenzia la grandissima serie di paradossi che potrebbe venire a generarsi qualora fosse liberamente possibile viaggiare nel tempo (ad esempio il protagonista deve evitare di incontrare nel 1955 l’altro se stesso del primo film). La trama, articolata non nello spazio ma nel tempo, evidenzia, in particolare nel secondo film, che, alterando il passato, il “presente” assumerebbe una fisionomia completamente differente. Zemeckis, per girare il secondo e il terzo film, ha costantemente consultato un team di esperti per cercare di aumentare al massimo la coerenza negli eventi (creazione di paradossi e loro relativa risoluzione, ambientazione storica, accuratezza scientifica – naturalmente nel descrivere fenomeni fattibili come la potenza sprigionata da un reattore nucleare). Questa trilogia ha avuto il merito di aver veramente aperto le porte della cinematografia al tema del viaggio nel tempo e numerose sono le sue citazioni in film, telefilm, libri, fumetti e cartoni animati.
marty mcflyParlando del personaggio di Marty, possiamo classificarlo anch’egli tra i personaggi zemeckisiani per eccellenza. Marty è un adolescente che vive in casa con la sua famiglia, di cui però non è particolarmente soddisfatto: il padre inetto, la madre depressa e alcolizzata, un fratello fannullone e una sorella zitella. Tutto sommato Marty si salva da questa situazione, infatti egli ha una ragazza e suona in una rock band. Ciononostante per ritrovare se stesso e, soprattutto, la sua famiglia, compie involontariamente un viaggio nel passato in cui incontra i suoi futuri genitori, alterando il continuum spazio-temporale. Per far sì che tutto torni alla “normalità” Marty deve cercare di ricongiungere sua madre e suo padre, poiché la giovane Loraine si innamora follemente del suo futuro figlio. Dopo mille colpi di scena, Marty riesce a ricostruire la storia, ma al suo ritorno nel presente troverà una famiglia molto diversa rispetto a quella originale: il padre George è uno scrittore di successo, sua moglie è una donna in forma, il fratello è impiegato e la sorella ha un look tutto nuovo. Attraverso il viaggio nel tempo il nostro protagonista intraprende quindi non solo un viaggio in senso lato, ma anche un viaggio interiore che lo porterà a cambiare in meglio la sua vita.

CHI HA INCASTRATO ROGER RABBIT

roger rabbit poster 1Who Framed Roger Rabbit (USA| 1988 | 104min)
Cast: Bob Hoskins (Eddie Valiant), Christopher Lloyd (Judge Doom), Joanna Cassidy (Dolores), Charles Fleischer voice of Roger Rabbit/Benny The Cab/Greasy/Psycho).
Musiche di Alan Silvestri. Tratto dal romanzo Who Censored Roger Rabbit? di Gary K. Wolf. Sceneggiatura di Jeffrey Price & Peter S. Seaman.
Prodotto da Steven Spielberg, Frank Marshall & Kathleen Kennedy. Regia di Robert Zemeckis.
Genere: Animazione | Commedia | Crimine
[imdblive:id(tt0096438)]
Voto di IMDb: 8,5 con 819182 voti
Vincitore di 3 premi Oscar: miglior montaggio, miglior montaggio sonoro e migliori effetti visivi.

TRAMA

Siamo a Hollywood, dove i personaggi reali convivono con i cartoni animati e talvolta lavorano assieme, i cartoni come attori e le persone come sceneggiatori o produttori. Molti cartoni animati vivono a Cartoonia, una città completamente animata di proprietà della ACME Corporation, che ha come titolare Marvin Acme, un imprenditore giocherellone amante degli scherzi. Il film si svolge attorno alla figura di Roger Rabbit, un coniglio (anch’egli animato) maldestro e un po’ stupido che ha una relazione con la sensuale e prorompente Jessica Rabbit, la quale lavora presso il night club “Inchiostro e tempera”. Roger invece è un attore che lavora negli studios di R. K. Maroon, al fianco di Baby Herman, un attore cinquantenne dall’aspetto di un neonato.
Nel frattempo, Eddie Valiant, un detective ormai consumato dall’alcol, viene assunto da Maroon per indagare sulla relazione tra Roger e la sua fidanzata, perché alcuni gossip affermano che Jessica sia poco fedele e che spesso si intrattenga con Marvin Acme. Tutti questi rumors incidono negativamente sulle prestazioni di Roger Rabbit. Eddie è poco propenso a familiarizzare coi cartoni, perché proprio uno di questi uccise suo fratello e socio in affari. Ad ogni modo, date le sue misere finanze, accetta l’incarico. Poco dopo immortala Jessica e Marvin appartati nel camerino di lei, in atteggiamenti giocosi. Quando poi mostra le foto a Roger, questi fugge via sconvolto e incredulo, promettendo di riconquistare la sua amata. Durante la notte Roger vaga sconsolato davanti agli studi di Acme e trova un foglio bianco sul quale scrive una lettera d’amore per la sua amata.

roger rabbit 03L’indomani Eddie viene svegliato dal tenente Santino, il quale lo informa che durante la notte è stato assassinato proprio il proprietario di Cartoonia. Eddie si reca sul luogo del delitto e scopre che ci sono delle impronte che riconducono a Roger Rabbit. In questa occasione conosce anche il giudice Morton, un individuo dall’aria sinistra che si è comprato le elezioni donando palate di soldi a Cartoonia, e ora si vuole occupare del caso aiutato dai suoi scagnozzi (delle faine animate), essendo il luogo sotto la sua giurisdizione. Il giudice Morton ha scoperto anche un modo per sbarazzarsi definitivamente dei cartoni, nonostante questi siano immuni ai danni fisici. Egli ha ideato la “Salamoia”, composta da trementina, acetone e benzina, che scioglie letteralmente i cartoni animati.
Eddie fa ritorno nel suo ufficio, ma prima incontra il socio di Roger, Baby Herman, il quale afferma che Marvin Acme aveva un testamento e che avrebbe lasciato in eredità Cartoonia ai suoi abitanti. Ma se questo testamento non si trova entro la mezzanotte, Cartoonia passa al miglior offerente, cioè alla società Cloverleaf. Eddie non crede a questa storia, ma una volta nel suo ufficio, intravede nelle foto di Marvin e Jessica e il famoso testamento. Proprio in quell’istante arriva Roger che gli chiede aiuto per provare la sua innocenza e in maniera maldestra si ammanetta al polso di Eddie. Nel frattempo arrivano gli scagnozzi di Morton, che cercano di fare irruzione nell’ufficio, credendo che il coniglio si nasconda lì. Eddie riesce a eludere le tre faine animate e i due si rifugiano in una stanza segreta dietro al bar dove lavora la fidanzata di Eddie, Dolores. Una volta liberato dalle manette, chiede a Dolores di tenere nascosto Roger, mentre lui cerca di andare a fondo nell’indagine. Una nuova indagine per il Detective Eddie Valiant…

Diapositiva9IL PROGETTO

Nel 1982, la Walt Disney Pictures acquistò i diritti del romanzo di Gary Wolf intitolato Who Censored Roger Rabbit? con l’intenzione di realizzarne un lungometraggio. Per la sceneggiatura vennero assunti Jeffrey Price e Peter S. Seaman, mentre Robert Zemeckis si propose come regista, ma in quel periodo aveva diretto alcuni film di scarso successo al botteghino e per questo la Disney non lo prese in considerazione. Nel frattempo, la Disney aveva già avviato da un po’ di tempo la creazione di una vera e propria divisione autonoma per la produzione e distribuzione di film come commedie leggere e semiserie, non appositamente concepite per il pubblico infantile. Si venne dunque a creare la Touchstone Pictures. Nei primi anni ottanta, la Touchstone produceva soprattutto commedie a sfondo sentimentale e piccoli thriller d’azione, e l’uscita del film di Roger Rabbit rappresentò forse il primo vero successo commerciale della neonata casa. La Disney cercò, allora, di assumere Terry Gilliam alla regia del film, ma quest’ultimo rifiutò il ruolo poiché, secondo lui, il progetto era troppo difficile da realizzare.
Dopo il successo al botteghino di Ritorno al futuro, Zemeckis convinse la Disney delle sue capacità e venne così assunto alla regia della pellicola. Nel 1985 Michael Eisner, l’allora amministratore delegato della Disney, assunse Frank Marshall, Steven Spielberg e Kathleen Kennedy come produttori della pellicola. Il budget iniziale fu di 50 milioni di dollari, cifra che la Disney ritenne molto alta per l’epoca. Perciò, la casa di produzione di Walt Disney fu costretta ad abbassare il budget a 29,9 milioni di dollari, una cifra comunque alta per quei tempi.
Stanziato il budget, il film ricevette il via libera dalla produzione. Steven Spielberg per il suo nuovo lavoro volle creare qualcosa di veramente insolito e straordinario. Si accordò con moltissime case di produzioni cinematografiche per inserire nel film la maggior parte dei cartoni animati famosi di quel periodo, e la scelta cadde infine proprio sulla Touchstone Pictures. Nonostante i suoi sforzi, Spielberg non riuscì ad inserire alcuni personaggi, come Braccio di Ferro, Casper e Tom & Jerry, ma in compenso ottenne in prestito moltissimi dei personaggi della Disney, tra cui Topolino, Pippo e Paperino.

roger rabbit 01LA SCENEGGIATURA

Jeffrey Price e Peter S. Seaman vennero scelti come sceneggiatori dopo l’assunzione di Spielberg e Zemeckis. I due autori, per lo sviluppo della sceneggiatura, si ispirarono ai film d’animazione della Disney e di Bob Clampett.
In una primissima versione dello script, Roger Rabbit veniva ucciso nella sparatoria durante il duello finale tra Valiant e il Giudice Morton. Sting scrisse la canzone The Lazarus Heart per il finale musicale originale del film, ma quando Walt Disney chiese di togliere la scena della morte, la canzone venne eliminata, finendo per uscire nell’album Nothing Like the Sun.
Prima della creazione del Giudice Morton (Doom in originale), i due sceneggiatori pensarono prima a Jessica Rabbit e poi a Baby Herman come antagonisti della pellicola. Successivamente, i due crearono Morton, anche se inizialmente il personaggio risultava ben diverso dalla versione cinematografica; infatti, possedeva sulla spalla un avvoltoio animato e una valigetta contenente 12 piccoli canguri, sempre animati, che lo aiutavano nel suo mestiere di giudice. Tutti questi personaggi vennero cancellati dal film per problemi di budget. In una successiva versione, Morton si avvaleva della collaborazione di sette faine animate e dei sette nani apparsi nel film Disney Biancaneve e i sette nani.
Tuttavia anche questa idea venne modificata: i nani scomparvero dallo script, mentre il numero delle faine venne portato da sette a cinque. Zemeckis paragona il personaggio di Morton e il suo modo di agire a quello di Hitler: nella versione originale il giudice era in realtà il cacciatore che uccise la madre di Bambi, ma la Disney contestò aspramente l’idea. Sempre nella sceneggiatura iniziale, inoltre, compariva anche il funerale di Marvin Acme con la presenza di numerosi personaggi dei cartoni animati, tra cui persino Superman e i personaggi della serie Braccio di Ferro. Anche questa sequenza venne tagliata.
Durante la lavorazione fu realizzata una divertente scena, poi eliminata per questioni di durata, con protagonista Bob Hoskins: il suo personaggio tornava al locale dove lavora Jessica Rabbit, ma veniva catturato dal giudice e da Bongo, il gorilla-usciere del club, e successivamente portato a Cartoonia dalle faine. Qui gli veniva attaccata sulla testa una maschera animata a forma di maiale, che il povero detective avrebbe rimosso una volta tornato di corsa a casa. La scena si collocava prima dell’arrivo di Jessica nell’ufficio di Eddie.

IL CAST

bob hoskinsBob Hoskins (Eddie Valiant). Robert William Hoskins, nato il 26 ottobre 1942 a Bury St. Edmunds nel Suffolk (Inghilterra) e morto il 29 aprile 2014 a Londra. Cresciuto alla scuola della strada, approda in teatro per caso, accompagnando un amico. Ebbe invece la fortuna dei dilettanti: incontrò un agente che lo spinse a insistere, fino a entrare nella più celebre compagnia del Regno Unito, la Royal Shakespeare Company. Anche al cinema approdò in maniera fortuita recitando un piccolo ruolo nel 1972 nel film Up The Front, ma appena tre anni dopo lavorava al fianco del giovane Richard Dreyfuss, in un film indipendente di culto come Il pornografo (Inserts, 1975) di John Byrum. Il cinema inglese degli anni ’70 fu la vera culla della sua celebrità con ruoli da gangster in Quel lungo venerdì santo (The Long Good Friday, 1980), di John McKenzie e soprattutto in Mona Lisa di Neil Jordan (1986) che gli vale il trionfo a Cannes (miglior attore), il Golden Globe e la nomination all’Oscar nello stesso anno. Si ricorda di lui anche nel film di Super Mario Bros, ispirato al celebre personaggio dei videogiochi, nel film omonimo del 1993. E dopo i cartoni sarà la volta dei grandi personaggi storici da Berjia ne Il proiezionista (The Inner Circle, 1991) di Andrei Konchalowsky a Edgar Hoover ne Gli intrighi del potere – Nixon (Nixon, 1995) di Oliver Stone. Dopo aver lavorato con star come Dustin Hoffman, Cher, Robin Williams, Julia Roberts, ritorna in patria, chiamato da Stephen Frears per Lady Henderson presenta (Mrs Henderson Presents, 2005) al fianco di Judy Dench. Per il ruolo di Eddie Valiant, Spielberg aveva contattato Harrison Ford, ma quest’ultimo chiese molto denaro per la sua partecipazione, e fu scartato. Stessa sorte toccò a Bill Murray, per lo stesso motivo.

Charles Fleischer (doppiatore di Roger Rabbit). Per facilitare la recitazione di Bob Hoskins nelle scene in cui è accanto al personaggio di Roger, Charles Fleischer ha indossato sul set un costume da coniglio. Richard Williams spiegò che Roger Rabbit era una combinazione tra Tex Avery e di tantissimi altri personaggi dei cartoni animati, come ad esempio Bugs Bunny. Fleischer ha prestato la voce anche ad altri personaggi del film come Benny il taxy e le due faine Greasy e Psycho.

Di Christopher Lloyd (giudice Morton) abbiamo già parlato precedentemente nel film Ritorno al futuro (Back To The Future). Lloyd fu scelto dalla produzione soprattutto per la precedente collaborazione con Zemeckis in Ritorno al futuro. Essendo in realtà Morton un cartone animato sotto le sembianze di un uomo, Lloyd evitò di strizzare gli occhi durante le riprese per ritrarre perfettamente il personaggio.

Kathleen Turner (doppiatrice di Jessica Rabbit). Nei titoli di coda non viene accreditata. La voce di Jessica quando canta è di Amy Irving.

Joanna Cassidy (Dolores). Joanna Virginia Caskey è nata il 2 agosto 1945 a Haddonfield, nel New Jersey (USA). È nota soprattutto, oltre per il ruolo nel film di Zemeckis, per quello di Zhora nel film di culto Blade Runner (1982) di Ridley Scott. Ha vinto un Golden Globe per la serie televisiva Buffalo Bill e ricevuto una candidatura agli Emmy Award nel 2001 per la serie TV Six Feet Under. Nel 2008 è stata scelta per interpretare il ruolo di Melina in alcuni episodi della serie TV Desperate Housewives.

Tra gli altri interpreti troviamo: Alan Tilvern (R. K. Maroon), Stubby Kaye (Marvin Acme), Lou Hirsch (doppiatore di Baby Herman) e David Lander (doppiatore di Smarty, il leader delle faine).

roger rabbit 02RIPRESE E ANIMAZIONE

Il direttore artistico Richard Williams rifiutò di lavorare a Los Angeles a causa di alcune divergenze con la Disney. Per ospitare lui e i suoi animatori, la produzione venne spostata agli Elstree Studios di Hertfordshire, in Inghilterra. Sia la Disney che Spielberg si accordarono con Williams durante la lavorazione del film: se Williams avesse lavorato a Roger Rabbit, loro lo avrebbero aiutato a distribuire il suo film incompiuto The Thief And The Cobbler. Williams accettò l’offerta della produzione e cominciò a lavorare al progetto. Il numero considerevole degli effetti speciali e delle animazioni portò la Disney ad aumentare il budget fino a 40 milioni di dollari. La stessa Disney pensò di cancellare il film a causa dei numerosi costi, ma fu convinta da Jeffrey Katzenberg a proseguire la lavorazione. Il budget continuò ad aumentare successivamente, ma la Disney, ormai, sembrava decisa più che mai a realizzare il film, entusiasta di lavorare finalmente con Spielberg. Le telecamere VistaVision vennero utilizzate per mescolare le scene live-action con quelle d’animazione. Per facilitare l’interpretazione degli attori, al posto dei cartoni animati, inseriti poi al computer, vennero utilizzati dei pupazzi e dei manichini. Per facilitare il lavoro di post produzione furono utilizzati anche dei bracci robotici che eseguivano le azioni basilari su cui poi gli animatori avrebbero costruito i personaggi animati. In moltissime scene dove i cartoni spostano o possiedono nelle loro mani degli oggetti reali, questi ultimi vengono mossi tramite l’utilizzo di fili, come fossero marionette. Le riprese della pellicola iniziarono il 12 dicembre 1986 e durarono circa 7 mesi agli Elstree Studios, con l’aggiunta di altre quattro settimane di ripresa a Los Angeles successivamente.
Nel corso della post-produzione del film, durata circa un anno, gli animatori realizzarono a mano circa 82.000 frame per dare vita ai personaggi del film. Ogni frame fu fotografato e impresso sulla pellicola. Infine l’Industrial Light & Magic ultimò la pellicola dando ai personaggi quel tocco di realismo in più, come i luccichii e le ombre del vestito di Jessica Rabbit.

roger rabbit 04SUCCESSO E DISTRIBUZIONE

Michael Eisner sentiva che il film aveva troppe allusioni sessuali e tentò di convincere Zemeckis a tagliare alcune scene della pellicola. Zemeckis, tuttavia, si trovò in disaccordo con Eisner e si rifiutò di apportare modifiche alla pellicola. Perciò su decisione dei produttori, il film, invece di essere rilasciato con il simbolo della Disney, fu distribuito sotto il logo della Touchstone Pictures. Alla sua uscita nei cinema nel 1988, il film ottenne un grandissimo successo ed incassò a livello mondiale circa 329 milioni di dollari, diventando, all’epoca, il 20° film più redditizio della storia del cinema e fu il secondo film più visto nel 1988 dopo Rain Man – L’uomo della pioggia. Il New York Times ha inserito il film nella sua lista dei 1000 migliori film di sempre. Venne distribuito su VHS il 12 ottobre 1989, mentre la versione in DVD il 28 settembre 1999.
Il film segnò una vera e propria innovazione nel cinema, con la convivenza nella stessa pellicola di animazione e cinema dal vivo. Proprio per questa novità introdotta da Zemeckis, il film vinse quattro premi Oscar. Ad Arthur Smith fu assegnato il premio per il miglior montaggio, a Charles L. Cambell e Luis L. Edemann il premio come miglior montaggio sonoro, il premio per i migliori effetti speciali a George Gibbs, Richard Williams, Ken Ralston e Ed Jones e infine un Oscar speciale per la creazione e per la direzione del soggetto a Richard Williams.

roger rabbit 06DIFFERENZE TRA IL ROMANZO E IL FILM

Come già accennato, il film è ispirato ad un opera di Gary Wolf, il che comporta diverse differenze tra il romanzo e il lungometraggio di Zemeckis.
Nel libro di Wolf, l’omicidio sul quale si indaga è proprio quello di Roger Rabbit; infatti il romanzo si intitola Who Censored Roger Rabbit? (Chi ha zittito Roger Rabbit?). Per di più, in questa versione, Jessica Rabbit e Baby Herman sono i principali sospetti. La storia narrata è ambientata in età contemporanea, e non negli anni ’40 come nel film. Nel libro, inoltre, i cartoni animati possono creare per poco tempo delle copie di sé stessi. Roger può però crearne per lunghi periodi, persino per dei giorni. Infatti sarà proprio un alter ego di Roger ad aiutare Eddie Valiant nell’indagine. Dopo il successo del film, Gary Wolf ha scritto un secondo romanzo, dove i protagonisti sono più simili alle loro controparti cinematografiche rispetto al primo libro. Comunque, i libri ed il film raccontano tre storie indipendenti, di cui condividono i personaggi principali.

roger rabbit 05ANALISI CRITICA

Dopo aver raccontato la storia del film e dei suoi protagonisti, ritengo necessaria un’analisi critica del lavoro di Zemeckis, prendendo in considerazione i personaggi principali, la coesistenza di cartoni e esseri umani, le musiche e la fotografia.
Nel film di Zemeckis sono presenti pochi personaggi principali, ma con una forte caratterizzazione. Il detective Eddie Valiant può essere considerato il vero protagonista della storia. E’ lui che scagiona Roger Rabbit e che salva tutta Cartoonia, lottando contro il suo passato, dove proprio un cartone uccise suo fratello nonché socio in affari. Da quel momento Eddie vive una vita misera, anestetizzando il dolore per la perdita del fratello con l’alcol. Cartoonia un tempo lo divertiva, ma ora prova una certa repulsione e anche quando decide di prendere l’incarico di Maroon, ci tiene sempre a precisare che lui non lavora per i cartoni. Durante lo svolgimento del film, Eddie Valiant cambia radicalmente, arrivando perfino a rinunciare alla sua fiaschetta di alcol. Verso la fine del film, infatti, quando si decide a fermare il giudice Morton, sta quasi per “farsi un sorso” ma all’ultimo decide di svuotare completamente la bottiglia e di gettarla via. Questo è il momento chiave dove si capisce che Eddie è cambiato: il nemico non è più il mondo animato e i suoi abitanti, ma il giudice Morton che vuole ucciderli tutti nella salamoia. Nella scena finale, come prova che Eddie Valiant è un’altra persona, dà un bacio sulla bocca a Roger Rabbit, in mezzo allo stupore generale. Eddie Valiant è un chiaro esempio di personaggio zemeckisiano, in quanto cambia totalmente l’immagine di sé stesso e del mondo che lo circonda. Nel cinema di Zemeckis uno degli aspetti chiave è il movimento: tutto ciò che si muove è vita, il resto è morte. L’Eddie della prima parte del film è decisamente diverso da quello che troviamo alla fine. E’ un amico dei cartoni, non beve più e si trova a suo agio a Cartoonia.

roger rabbit 08Roger Rabbit è senza dubbio l’altro protagonista del film. Attorno al suo personaggio si sviluppa l’interna storia. Roger è un coniglio animato che lavora come attore negli studi di R. K. Maroon. Il suo ruolo è quello del coniglio maldestro e combina guai a cui non gliene va mai giusta una. Lo si capisce subito dalla primissima sequenza del film (interamente animata) in cui Roger deve tenere a bada un neonato. Ma, impacciato com’è, Roger mette a soqquadro la casa, cercando in tutti i modi di impedire al neonato che si faccia male, mentre il piccolo cerca di prendere un biscotto sul frigorifero. E’ un personaggio difficile da classificare, così come è difficile stabilire se sia simpatico o meno. E’ iperattivo, con una voce alta e squillante, e (forse volutamente) un po’ stupido; per cui può essere divertente per alcuni e stressante per altri. Quel che è certo è che è un cartone animato e il suo scopo è quello di far ridere (come dice lui stesso nel film). Se vogliamo può essere considerato una vittima, in quanto viene ingiustamente condannato come responsabile dell’omicidio di Marvin Acme, il proprietario degli studios ACME. Per questo chiede disperatamente l’aiuto di Valiant per dimostrare la sua innocenza. Nel film Roger si rivela un inguaribile romantico, follemente innamorato della sua fidanzata Jessica.
Jessica Rabbit ricopre nel film un ruolo apparentemente duplice. Inizialmente si pensa di lei come rubacuori, provocante e maliziosa… Una vera femme fatale. A tratti invece pare che sia addirittura l’antagonista della storia, come quando picchia in testa Roger con una padella e lo nascondende nel bagagliaio. Alla fine si scopre che tutto quello che fa è per proteggere Roger, il suo unico e vero amore. Le foto di lei con Acme sono state “pianificate” perché ricattata da Maroon, il datore di lavoro di Roger, la botta in testa con la padella l’ha fatto per salvaguardarlo dal suo essere imbranato e combina guai. Quando Eddie le chiede che cosa ci trovi di interessante in uno come Roger, Jessica mette da parte la maschera di provocatrice rivelando invece un’anima sensibile rispondendo che è l’unico che la faccia ridere. Jessica Rabbit lavora in un club privée dove lei canta e intrattiene il pubblico (soprattutto maschile e non animato). Le sue forme sono volutamente accentuate. Gli uomini non resistono alle sue curve, sebbene siano consapevoli che si tratta solamente di un cartone animato. Celebre resta la sua frase “Non sono cattiva, è che mi disegnano così”.

roger rabbit 07Il giudice Morton è il vero e unico antagonista del film. Aiutato dalle sue fedelissime faine animate, cercherà in tutti i modi di incastrare Roger Rabbit, per poi arrivare al suo vero obiettivo: radere al suolo Cartoonia per costruirci al suo posto una superstrada. Facciamo la sua conoscenza subito dopo il delitto di Acme. Egli è un giudice che ha comprato le elezioni donando ingenti quantità di denaro a Cartoonia. Ma alla fine si scopre che egli non solo è il proprietario della Cloverleaf (la società che intende comprare Cartoonia) ma anche che la sua vera natura è quella di essere un cartone animato, lo stesso che uccise il fratello di Eddie Valiant.
Il successo di questo film è in gran parte da attribuire all’effetto visivo che si ha nel vedere un mondo in cui i personaggi dei cartoni animati convivono con le persone in carne e ossa. Penso che ognuno di noi, da bambino almeno una volta abbia immaginato di poter vivere nel mondo dei cartoni animati. Con questo film Zemeckis rende reale questo sogno, creando Cartoonia (un mondo interamente animato) e gli studios dove persone e cartoni lavorano insieme. Grazie a una fotografia nitidissima, dove la ricostruzione scenografica e i costumi si sposano alla perfezione con gli effetti visivi, lo spettatore ha questa magica sensazione della reale presenza dei cartoni sulla scena, offrendo al pubblico adulto emozioni forti alla vista del personaggio seducente di Jessica, dalle forme accentuate e accattivanti. La colonna sonora di stampo jazz composta da Alan Silvestri si unisce in modo eccezionale ai rocamboleschi risvolti della vicenda, la quale piuttosto che utilizzare uno scioglimento progressivo dei nodi, preferisce andare avanti per accumulo di dati e di mistero, con indagini sul filo del rasoio, senza però mai trascurare l’analisi del triste passato di Valiant.
Chi ha incastrato Roger Rabbit è un film per tutte le età. I bambini si divertono nel guardare se il buffo Roger ce la farà a uscire indenne da questa storia. Inoltre possono incontrare cartoni che forse già conoscono, come Dumbo, Topolino, Paperino, Pippo e altri della famiglia Disney. Ma anche Bugs Bunny, Duffy Duck, Titti. Per il pubblico adulto sarà interessante scoprire chi è il colpevole e che ruolo ricopre Jessica.

FORREST GUMP

fg locandinaForrest Gump (USA | 1994 | 142 min)
Cast: Tom Hanks (Forrest Gump), Robin Wright (Jenny Curran), Gary Sinise (Lieutenant Dan Taylor), Sally Field (Mrs. Gump), Mykelti Williamson (Bubba Blue9.
Tratto dall’omonimo romanzo di Winston Groom. Musiche di Alan Silvestri.
Scritto da Eric Roth. Diretto da Robert Zemeckis.
Genere: Drammatico.
[imdblive:id(tt0109830)]
IMDb Top 250 #13, voto 8,5 con 819182 voti.
Vincitore di 6 premi Oscar: miglior film, miglior regia, migliore attore protagonista, miglior sceneggiatura non originale, miglior montaggio e migliori effetti visivi.

TRAMA

Forrest Gump è un film che narra della vita dell’omonimo protagonista, una persona con qualche ritardo mentale.
Il film parte dal presente (1981) anno in cui Forrest ha quarant’anni e siede con la sua valigia su una panchina, aspettando l’autobus. Per ingannare il tempo, racconta la sua incredibile vita ad ascoltatori occasionali che siedono accanto a lui per lo stesso motivo.
Nel ripercorrere appieno la vita di Forrest, 40 anni di storia americana, la trama può essere suddivisa in 5 parti:
-L’infanzia e l’adolescenza;
-La guerra in Vietnam e l’esperienza militare;
-Il ritorno a casa (il ritrovo del tenente Dan, il commercio dei gamberi, l’investimento nella Apple);
-La grande corsa;
-Forrest & Forrest Junior (il presente).

Diapositiva1PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE E SUCCESSO

Per tutto il film è Forrest Gump l’unico e solo protagonista, perciò l’attenzione del pubblico si focalizza su di lui. Ma parlando della produzione del film, si registra un notevole passo in avanti in materia di tecnologia e post produzione. Durante il film, Tom Hanks (Forrest) incontra numerosi personaggi famosi, alcuni già deceduti come John Lennon, Elvis Presley e John Fitzgerald Kennedy. Questo è reso possibile grazie alle nuove tecnologie CGI (Computer-Generated Imagine), che in italiano possiamo tradurre con immagini generate al computer. La CGI è un’applicazione molto diffusa nel campo della computer grafica per la realizzazione di effetti speciali nei film, ma anche negli spot pubblicitari e nei videogames. Un’altra tecnologia utilizzata a questo scopo è quella del morphing, uno dei primi effetti digitali che siano stati sviluppati dall’industria cinematografica e consiste nella trasformazione fluida, graduale e senza soluzione di continuità tra due immagini di forma diversa.
Per questo nuovo e innovativo uso degli effetti speciali, il film vinse il premio Oscar. Per rendere ancora più realistico il film, sono stati inseriti alcuni filmati autentici dell’epoca. L’effetto è quello di rendere più partecipe lo spettatore e indurlo a credere che Forrest Gump sia realmente esistito e che abbia cambiato in più punti la storia. L’aspetto più interessante del film è proprio l’utilizzo degli effetti speciali per un argomento così romantico. Solitamente questi sono più usati in film d’azione, d’avventura o di fantascienza, difficile trovarli in una commedia.

fg poster 12Nel film sono presenti numerose frasi pronunciate da Forrest divenute poi famosissime. Fra tutte si ricorda: “Mamma diceva sempre: la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita (Mama always said life was like a box of chocolates. You never know what you’re gonna get)”. Poi la celeberrima frase “Corri Forrest, corri!” è stata pronunciata dal personaggio Tyler Durden (interpretato da Brad Pitt) in una scena del film Fight Club.
Il film uscì negli Stati uniti il 23 Giugno del 1994 e in Italia il 6 Ottobre dello stesso anno. Nonostante la sua popolarità, l’accoglienza riservata al film non fu ovunque positiva. Le critiche sono più che altro rivolte al personaggio di Forrest: alcune critiche notano come Forrest esegue sempre gli ordini senza quasi mai prendere una decisione di sua spontanea volontà, in contrasto con il carattere forte e indipendente di Jenny che tocca più volte il fondo (droga, prostituzione e, infine, la morte). Infatti Jenny, che dovrebbe essere dei due quella forte e “normale”, quella che sta accanto a Forrest e lo aiuta, è invece quella che più di tutti ha bisogno del suo aiuto. Altri, al contrario, colgono nella figura di Forrest un’apertura totale ed entusiastica a tutto ciò che avviene intorno a sé. Questo messaggio “esistenziale” finisce per caratterizzare l’intero film.
Il film costò circa 55 milioni di dollari, e si ricorda che per recitare in questo film Tom Hanks ricevette un compenso di circa 8 milioni di dollari, una cifra molto alta all’epoca, considerando che Hanks, al tempo in cui il film fu girato, non era un attore famosissimo. Le riprese di Forrest Gump iniziarono il 27 agosto 1993 e si conclusero il 9 dicembre successivo. Forrest Gump ha incassato in totale quasi 680 milioni di dollari in tutto il mondo.
La pellicola vinse ben 6 premi Oscar. A Tom Hanks quello come miglior attore protagonista; a Wendy Finerman, Steve Starkey e Steve Tisch l’Oscar il per miglior film; il premio per la migliore sceneggiatura non originale a Eric Roth; miglior montaggio a Arthur Schmidt; migliori effetti speciali a Ken Ralston, George Murphy, Stephen Rosenbaum e Allen Hall; ultimo ma non per importanza arrivò l’Oscar per la miglior regia a Robert Zemeckis.

Diapositiva3IL CAST

tom hanksTom Hanks (Thomas Jeffrey Hanks) è nato a Concord (California) il 9 luglio 1956. Famosissimo attore hollywoodiano, ma anche regista, sceneggiatore, doppiatore e produttore cinematografico. Sicuramente Tom Hanks è tra le stelle del cinema americano contemporaneo.
Il mondo fa la conoscenza di Tom Hanks a partire dall’inizio degli anni ’80, quando recitò nella serie televisiva statunitense Henry e Kip (Bosom Buddies). Da allora Hanks recitò in tantissimi altri film riscuotendo successo di pubblico e di critica. Suo padre, Amos Mefford Hanks, era un lontano discendente del presidente degli Stati Uniti Abramo Lincoln, mentre la madre, Janeth Marylin Frager era di origini portoghesi e faceva l’infermiera.
La formazione di Tom Hanks parte dagli studi di recitazione presso la California State University. Oltre alla già citata serie tv con la quale Hanks esordisce, lo ritroviamo perfino in un episodio della fortunata serie Happy Days. Ma il suo vero debutto cinematografico avviene nel 1984, con il film Splash – Una Sirena a Manhattan (Splash) di Ron Howard.
Nel corso del degli anni ’80 recita in diverse commedie che fungeranno da trampolino di lancio per la sua carriera: Bachelor Party – Addio al celibato (Bachelor Party, 1984), L’uomo con la scarpa rossa (The Man with One Red Shoe, 1985), Un ponte di guai (Volunteers, 1985), La Retata (Dragnet, 1987), Big (1988), L’erba del vicino (The ‘Burbs, 1989), Turner e il “casinaro” (Turner & Hooch, 1989).
Negli anni ’90, recita nel film Il falò delle vanità (The Bonfire of Vanities, 1990) di Brian de Palma, nel quale prendono parte anche numerosi attori già affermati come Bruce Willis e Morgan Freeman, sfortunatamente il film si rivelò un autentico flop.
Nel 1993 interpreta insieme a Meg Ryan Insonnia d’amore (Sleepless In Seattle) e nello stesso anno viene scelto dal regista premio Oscar Jonathan Demme e recita in Philadelphia nel ruolo di Andrew Backett giovane avvocato gay malato di AIDS che, dopo essere stato licenziato dallo studio legale in cui lavorava, porta in causa i suoi ex datori di lavoro grazie anche alla collaborazione dell’avvocato di colore Joe Miller (interpretato da Denzel Washington). Philadelphia è stato un successo in tutto il mondo, tanto da far vincere a Tom Hanks il Golden Globe, l’Orso d’Argento a Berlino e il suo primo Premio Oscar come miglior attore. L’anno seguente torna a vincere l’ambita statuetta per l’interpretazione di Forrest Gump. Nel 1996 fa il suo esordio alla regia con la commedia musicale Music Graffiti (That Thing You Do!, 1966), ambientata negli anni sessanta.
Dopo una breve pausa, nel 1998 lavora con Steven Spielberg nel film Salvate il soldato Ryan (Saving Private Ryan). Il film riceve undici nomination all’Oscar ma ne vince “solo” cinque; anche Hanks ha ricevuto una nomination come miglior attore, ma viene battuto da Roberto Benigni per La vita è bella. Nel 2000 è il protagonista della pellicola Cast Away, diretta da Robert Zemeckis dove interpreta Chuck Noland, agente del servizio espresso Fed Ex che naufraga su un’isola deserta. Nel 2002 interpreta, insieme a Leonardo Di Caprio, Prova a prendermi (Catch Me If You Can) di Steven Spielberg. Nel 2006 e nel 2009 interpreta il professore Robert Langdon, protagonista de Il codice da Vinci (The da Vinci code) e Angeli e demoni (Angels and Demons) entrambi diretti da Ron Howard. I due film sono basati sui romanzi dello scrittore statunitense Dan Brown e, sia i romanzi che i film, hanno ottenuto un ottimo successo di critica che di pubblico.

Robin_Wright_2009Robin Wright (Robin Virginia Gayle Wright) è nata a Dallas (Texas) l’8 Aprile del 1966. Debutta in tv nel 1983 interpretando Barbara Anderson nella serie The Yellow Rose. Il primo vero ruolo da protagonista lo ottenne in realtà l’anno successivo nel 1984 interpretando Kelly Capwell nella soap opera Santa Barbara. Debutta sul grande schermo nel film di Rob Reiner del 1987, La storia fantastica (The Princess Bride). Successivamente recita in Tre giorni per la verità (The Crossing Guard, 1955) e Moll Flanders del 1996. Negli anni seguenti lavora in film come Le parole che non ti ho detto (Message In A Bottle, 1999) con Kevin Costner e Unbreakable – Il predestinato (Unbreakable, 2000) con Bruce Willis. Ma la sua interpretazione più celebre resta quella di Jenni nel film Forrest Gump.

Cleared for release by Joint Staff Public AffairsGary Sinise (Gary Alan Sinise) è nato a Blue Island nell’ Illinois il 17 marzo del 1955. Famoso attore e regista statunitense. Oltre al ruolo del tenente Dan nel film di Zemeckis, lo ricordiamo nel ruolo di Ken Mattingly in Apollo 13 prodotto da Ron Howard nel 1995 e nel personaggio di Mac Taylor, protagonista della serie televisiva CSI: NY.

sally fieldSally Margaret Field (madre di Forrest) è nata a Pasadena in California il 6 Novembre del 1946. Per il cinema lavora in film come: Mrs. Doubtfire (1993) al fianco di Robin Williams, Forrest Gump e nel 2012 interpreta il ruolo di Mary Todd Lincoln nel film Lincoln diretto da Steven Spielberg. Nel maggio 2014 riceve una stella sulla Walk of Fame di Hollywood. Nella sua carriera ha vinto il premio Oscar come miglior attrice protagonista nel 1980 per Norma Rae (1979) e nel 1985 per Le stagioni del cuore (Places in the Heart, 1984).

mykelti williamsonMykelti Williamson interpreta il ruolo di Bubba mentre Haley Joel Osment (Forrest Gump junior) è un giovane attore statunitense nato il 10 aprile del 1988. Figlio dell’attore Eugene Osment e dell’insegnante Theresa Seifert, inizia a recitare alla tenera età di 4 anni, quando durante una visita ad un centro commerciale con la madre partecipa ad un casting per la ricerca di nuovi talenti. Qualche tempo dopo venne chiamato e per una pubblicità di un’importante catena americana di fast food, il Pizza Hut. Oltre al ruolo in Forrest Gump, Haley Joel Osment lo ritroviamo in numerose serie televisive, tra le quali Walker Texas Ranger e Ally McBeal. osmentIl successo giunse però nel 1999 con Il sesto senso, dove recitò al fianco di Bruce Willis; è rimasta famosa una delle sue battute nel film, “Vedo la gente morta” (I see dead people). Per questo ruolo vinse il Saturn Award come migliore attore giovane. Venne anche nominato agli Oscar 2000 come miglior attore non protagonista. Nel 2001 Osment fu poi il protagonista del film A.I. – Intelligenza Artificiale (Artificial Intelligence: AI) di Steven Spielberg, confermandosi come uno degli attori più promettenti di Hollywood.

IL LIBRO E IL FILM A CONFRONTO

Come accade spesso nei film, anche Forrest Gump è tratto dal romanzo di Winston Groom uscito nel 1986. Tra film e romanzo ci sono alcune somiglianze ma diverse discrepanze.
Alcuni critici sostengono che questo sia uno dei pochi casi in cui il film è migliore del libro. E’ vero che per ciò che riguarda la caratterizzazione dei personaggi il film ha saputo arricchirli e farli diventare più “interessanti”, mentre nel libro risultano piuttosto piatti e senza spessore. D’altra parte, il libro di Groom narra molte più avventure compiute da Forrest. La prima parte delle vicende raccontate nel libro sono state riportate molto fedelmente sul grande schermo, ma nel libro c’è una seconda parte che non è stata assolutamente presa in considerazione, forse perché le avventure del protagonista qui diventano un po’ più assurde. Forrest, ad esempio va nello spazio, e al suo rientro finisce su un’isola deserta dove rimane a vivere per alcuni anni insieme ad una tribù di cannibali. Finisce anche sul set di un film, diventa un affermato campione di scacchi e anche un famoso musicista. Insomma le avventure del Forrest del grande schermo sono solo una piccola parte di quelle che compie il Forrest letterario. Ciò che davvero è cambiato nella trasposizione cinematografica, come si diceva, è la caratterizzazione dei personaggi, in particolare quella di Forrest stesso. Prendiamo per esempio la madre: nel film il suo personaggio è quello di una mamma forte che protegge suo figlio a qualunque costo, mentre nel libro ci appare sempre molto fragile, sempre a piangere o a preoccuparsi per il figlio, tanto che spesso lui evita di raccontargli le sue avventure per paura di farla preoccupare. Anche il personaggio di Jenny è quasi irriconoscibile: nel film è un personaggio davvero complesso mentre nel libro è piuttosto piatta e perde buona parte del suo fascino. Infine parliamo un po’ di Forrest: nel film lui appare come una persona totalmente pura e ingenua con la sua filosofia del “Stupido è chi lo stupido fa“, mentre nel libro è molto autoironico ed è ben consapevole dalla sua situazione tanto da ripetere spesso “Non sono stupido, solo idiota“. Nel libro il rapporto con la storia, seppur presente, è molto meno evidente e tutto si incentra esclusivamente sul personaggio di Forrest. Il film è riuscito a sistemare quella che è l’unica falla del libro, ovvero le personalità poco profonde dei personaggi.

Diapositiva2LA COLONNA SONORA

Nella colonna sonora sono presenti diversi brani appartenenti a tutta la musica rock che ha fatto la storia, da Elvis Presley agli inni generazionali come Blowin’ in the Wind di Bob Dylan, For What It’s Worth dei Buffalo Springfield, Volunteers dei Jefferson Airplane, fino ai Doors e ai Creedence Clearwater Revival, da Simon & Garfunkel fino ai Lynyrd Skynird. Oltre ai pezzi rock citati, anche in Forrest Gump è presente la musica di Alan Silvestri. Il compositore ha infatti composto la canzone The Feather Theme, la musica che accompagna i titoli iniziali. Inoltre, Silvestri ha scritto anche tutti i pezzi musicali strumentali che accompagnano il film.

fg poster 29ANALISI CRITICA

La vita è uguale a una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti capita. Che piaccia o no, Forrest Gump è una pietra miliare della cinematografia americana ed il giovane Forrest è uno dei più classici antieroi per eccellenza. L’intero film è un magistrale resoconto storico di più di trenta anni della storia degli Stati Uniti di America, visti con gli occhi di un bambino con un quoziente intellettivo troppo basso per essere ammesso nelle normali scuole, onesto e puro di cuore, incapace di provare sentimenti di odio, fortunato nell’essere sfruttato dalle persone giuste e nell’aver trovato i pochi giusti amici. Grazie a un meraviglioso montaggio, ad una colonna sonora formidabile firmata ancora una volta da Alan Silvestri ed a un’ottima scenografia, il giovane Forrest partecipa, diventandone spesso protagonista involontario, a numerosi eventi chiave della storia recente americana. Forrest corre in un’America in cerca di idee ed icone, salva gli amici perché è giusto farlo, senza pensare a motivi o senza riuscire a provare paura, diventa suo malgrado multimilionario ma passa il tempo a fare il giardiniere e diventa famoso quando decide di correre da un oceano all’altro per diversi anni, diventando, anche questa volta, simbolo di un modo di protestare, saggio e filosofo senza saper di esserlo.
Tuttavia, come già accennato, il personaggio di Forrest viene visto come un uomo incapace di agire secondo la propria volontà. Per questo diventa interessante la prima mini sequenza del film, dove vediamo svolazzare la piuma che, grazie all’aiuto degli effetti speciali, vola leggera sopra la città e si va a posare accanto alla scarpa del protagonista. La piuma la si può interpretare come un alter ego dello stesso Forrest: un corpo che si lascia coinvolgere dal vento e che non decide autonomamente dove andare e cosa fare. Forrest usa la sua panchina come palcoscenico per raccontare la sua storia, ma il suo pubblico è un pubblico occasionale e che cambia durante la storia. Nel raccontare la sua vita, si nota come Forrest sia stato indissolubilmente legato a sua madre, unico vero punto fermo nella sua formazione. Ne sono esempi le ripetute frasi che il protagonista dice iniziando con “Mamma diceva sempre…

bubba shrimp logo
Anche Forrest Gump è un personaggio in pieno stile Zemeckis, per un semplice motivo. Che sia lui o chi gli sta intorno a decidere, Forrest è perennemente in movimento, spesso proprio di corsa. E’ correndo che si libera da quello scomodo e ridicolo apparecchio per la schiena. E’ correndo che si fa ammettere all’università e che gli permette di salvare i suoi compagni nella guerra del Vietnam. E sempre correndo risponde all’ennesima delusione nel doversi allontanare dall’amata Jenni. Il cinema proposto da Robert Zemeckis è un cinema che cerca una coincidenza tra gli opposti, una specie di terza via salvifica. Forrest, nel nostro caso, si salverà se continuerà a correre e a spostarsi per conquistare la sua Jenny.
E’ parzialmente sbagliato guardare Forrest Gump con un atteggiamento amorevole verso il film e il suo protagonista. Il film, infatti, va visto attentamente. Zemeckis, tramite il suo personaggio, ha disegnato il mondo triste e barbarico in cui viviamo. Forrest è un uomo senza pensiero, senza libertà e senza scelte. E un uomo senza scelte è anche senza responsabilità e, di conseguenza, senza morale. Ed è questo il mondo che ci vuole mostrare il regista: un mondo capace di celebrare eroi senza meriti e incriminare colpevoli senza colpa. Ed è abile Zemeckis a farci vedere il mondo non descrivendocelo per quello che è, ma attraverso gli occhi ingenui di Forrest.

CAST AWAY

ca locandinaCast Away (USA| 2000 | 143 min)
Tom Hanks (Chuck Noland), Helen Hunt (Kelly Frears), Paul Sanchez (Ramon), Lari White (Bettina Peterson).
Scritto da William Broyles Jr. Musiche di Alan Silvestri.
Diretto da Robert Zemeckis.
Genere: Drammatico | Avventura
[imdblive:id(tt0162222)]
Voto di IMDb: 8,5 con 819182 voti
Candidato a 2 premi Oscar: miglior attore protagonista e miglior sonoro.

TRAMA

Chuck Nolan è un dirigente operativo della nota azienda di spedizione merci FedEx e svolge il suo lavoro in maniera impeccabile. La sua vita lo appaga: è contento del suo impiego e vive con la sua compagna Kelly, che intende sposare non prima, però, del suo viaggio di lavoro in Thailandia. L’aereo della FedEx su cui viaggia Chuck improvvisamente ha un guasto ai motori e precipita in mare, ma fortunatamente Chuck riesce a scampare al peggio e approda su un’isola deserta sperduta nell’oceano. Qui Chuck, consapevole del fatto che difficilmente riuscirà a tornare a casa, o almeno non immediatamente, impara a sopravvivere come può. Inizialmente si nutre di noci di cocco; successivamente impara ad accendere il fuoco e la sua dieta si fa più variegata. Infatti mangia anche gamberi e chele di granchio cotti sul fuoco. Assieme a Chuck, sull’isola arrivano diversi pacchi della FedEx, cui si serve per “agevolarsi” la vita sull’isola. Allora ecco che i pattini fungono da preziose lame con cui tagliare, i vestiti diventano coperte o reti con cui pescare, i nastri delle VHS usati come cordame. Assieme a tutto questo materiale prezioso arriva un pallone da pallavolo su cui, servendosi dell’impronta insanguinata della sua mano, disegna un volto e lo chiama con il nome impresso della marca, “Wilson” che, per non impazzire, diverrà il compagno con cui parlare e confidarsi. Ma il tempo passa e la solitudine avanza…

Diapositiva1PRODUZIONE

Il film venne girato in due periodi di tempo separati da diversi mesi. Nella prima sessione di riprese vennero girate le scene nel mondo “civile”, mentre nella seconda le scene di vita primitiva sull’isola. Il motivo della pausa fu la necessità per Tom Hanks di avere a disposizione tempo per perdere circa 20 kg di peso per interpretare la parte del sopravvissuto. In quest’intervallo di tempo, il regista Robert Zemeckis diresse un altro film: Le verità nascoste.
Cast Away è stato girato a Monuriki, che fa parte delle Isole Mamanuca, situate vicino a Viti Levu, l’isola più grande delle Figi, che è diventata una meta turistica dopo l’uscita del film.

IL CAST

L’elenco degli attori più importanti di questo film si potrebbe benissimo ridurre a due.
tom hanks 2Il primo di cui parliamo è il solo e unico protagonista del film, Chuck Nolan, interpretato da Tom Hanks. Nato a Concord, in California, il 2 luglio 1956, Thomas J. Hanks è figlio di un cuoco e di una cameriera. Dopo il diploma alla Skyline High School di Oakland, Tom frequenta la California State University di Sacramento, poi abbandona gli studi per dedicarsi alla recitazione e si trasferisce a New York per studiare alla Riverside Shakespeare Company.
All’inizio degli anni ’80, decide di tentare la fortuna con il cinema e raggiunge Hollywood. Lì, dopo alcune apparizioni in vari telefilm, tra cui Happy Days e Casa Keaton, ottiene un ruolo fisso nella sitcom Henry e Kip. Nel 1984 Ron Howard gli regala finalmente la sua grande occasione, scegliendolo per interpretare la commedia Splash – Una sirena a Manhattan.
Nei film successivi, Hanks si distingue soprattutto per il candore e l’aria un pò infantile e ottiene un discreto successo soprattutto con Big (1988), piacevole commedia sulla voglia di crescere di un ingenuo tredicenne che gli vale una nomination all’Oscar. Nel 1993 interpreta insieme a Meg Ryan Insonnia d’amore (Sleepless In Seattle) e nello stesso anno viene scelto dal regista premio Oscar Jonathan Demme per recitare in Philadelphia. L’anno seguente vincer il premio Oscar come miglior attore protagonista per l’interpretazione in Forrest Gump. Con i film successivi non sbaglia un colpo al botteghino: Apollo 13, Salvate il soldato Ryan (per il quale merita una nomination all’Oscar), C’è post@ per te (You’Ve Got Mail, 1998) di Nora Ephron e Il miglio verde (The Green Mile, 1999) di Frank Darabont ottengono infatti tutti un notevole successo di pubblico e di critica. Dopo Cast Away, ritroviamo Tom Hanks con Leonardo Di Caprio nel film Prova a prendermi di Steven Spielberg. Nel 2006 è il protagonista di Il codice da Vinci (The DaVinci Code), film campione di incassi presentato tra le polemiche in apertura al festival di Cannes.
Il secondo personaggio che prendiamo in considerazione è la compagnia di Chuck Nolan, Kelly, interpretata da Helen Hunt.

helen huntHelen Elizabeth Hunt, nasce a Los Angeles il 15 giugno del 1963, figlia di Gordon Hunt, produttore e professore di arti drammatiche, e Dorothy Fries. Inizia a prendere lezioni di recitazione molto presto, dall’età di 8 anni, con suo padre. Ottiene il suo primo vero ruolo nel film Twister (1996), che racconta le avventure dei cacciatori di tornado. Ha poi ottenuto dei riconoscimenti ufficiali nel 1997, interpretando Carol Connelly nel film Qualcosa è cambiato (As Good As It Gets), ruolo che le valse l’Oscar come miglior attrice.

ANALISI CRITICA

Robert Zemeckis dirige Tom Hanks in un film in cui l’attore americano è mattatore assoluto. A parte i minuti iniziali del decollo e dei saluti in cui Chuck è con qualche altra persona tra cui Helen Hunt che interpreta la sua fidanzata, per le seguenti due ore di film, il protagonista è solo.
Moderna interpretazione di Robinson Crusoe, senza Venerdì a fare da compagnia reale al naufrago, è moderna anche perchè la storia è stata voluta e promossa dall’azienda che viene nominata già dalla prima scena. Cast away è in effetti il più grande esempio di product placement a cui si è assistito negli ultimi decenni. Il film ruota attorno alla consegna del pacchetto FedEx, unico sopravvissuto insieme a Tom Hanks al disastro aereo e che viene consegnato, ammaccato ma intatto, al destinatario a conclusione dell’avventura. Ovviamente lo stesso tipo di discorso è applicabile anche all’amico Wilson, una palla che porta addirittura il nome dell’azienda che lo ha fabbricato.
D’altronde, i costi elevati di produzione non possono che giustificare questa intrusione evidente degli sponsor, saggiamente integrati nella storia dall’autore della sceneggiatura, William Broyles Jr.
Il film ha il merito di offrirci una performance notevole di Tom Hanks. Opera imponente, con effetti visivi importanti ha avuto una gestazione così lunga da permettere al suo regista, nell’attesa che il protagonista perdesse i chili necessari e rendere credibile la sua permanenza su di un’isola deserta per quattro anni, di girare un altro film che uscito sei mesi dopo Cast away, si rivelò un interessante e spiazzante thriller: Le verità nascoste. Zemeckis dopo questo film non tornerà dietro alla macchina da presa fino al 2012, quando girerà, si potrebbe dire, l’altra faccia di Cast away, ovvero il disastro aereo visto con gli occhi del pilota. Il film è Flight, di cui è protagonista ancora una volta un uomo solo, questa volta interpretato da Denzel Washington, che è tale perché in lotta con i propri demoni e dipendenze, e troverà un modo per riscattarsi scongiurando un disastro aereo. Stavolta nessuna sponsorizzazione o almeno non così sbandierata come nel predecessore, ma con le stesse dinamiche spettacolari che ci fanno amare quello che per molti è essenzialmente il regista della trilogia di Ritorno al futuro.

Diapositiva2L’ennesimo capolavoro di Robert Zemeckis emoziona e fa riflettere. Il regista mette in scena un luogo comune e bramato da molti, la cosiddetta isola deserta vista come un paradiso lontano da ogni preoccupazione. Qui la prospettiva è totalmente diversa, poiché l’isola non è affatto un paradiso, bensì un luogo inizialmente ostile e soprattutto deserto. Chuck Noland deve imparare a convivere con una solitudine che rischia di farlo impazzire. I primi giorni sono senza dubbio i più duri e faticosi: tutto a lui è sconosciuto, deve adattarsi, assuefatto da una vita fino a quel momento comoda e agiata. Egli scopre che anche un banale fuoco diviene un’autentica conquista sudata e apprezzata. Zemeckis basa la sua regia su scene d’ampio respiro e dalle inquadrature aperte, alternate con altre più claustrofobiche, come quelle girate nella grotta in cui Chuck cerca riparo dal temporale. Geniale, la scelta di concentrarsi molto sui dettagli, gli oggetti, le mani di Chuck che si muovono operose. Tom Hanks ha dovuto adattare il suo fisico al film, mostrandosi nella prima parte tornito e abbondante, poi magro e provato dalla vita solitaria. Proprio la solitudine si dimostra al centro di ogni meccanismo, agisce sulla mente e sui pensieri del protagonista, che trova un amico in un pallone chiamato Wilson e sogna di riabbracciare la sua amata Kelly, della quale ha soltanto una foto. Dall’incidente aereo, reso perfettamente da Zemeckis, passano quattro anni e Chuck decide di tornare affrontando il mare aperto con una zattera. Il ritorno a casa apre la seconda e più breve parte del film e troviamo il protagonista confuso e smarrito, in una realtà che non sente più sua, circondato da lussi che prima aveva dovuto conquistare a rischio della sua stessa vita. Il finale del film è tutto da interpretare: due ali ci guidano verso l’epilogo, che offrirà a Chuck Noland più strade da percorrere, una sola da intraprendere, una nuova vita da vivere.

CONCLUSIONI

zemeckis-spielberg-lucasAbbiamo visto quindi, analizzando questi quattro film, i tratti caratteristici del cinema di Robert Zemeckis: tratti che il regista incorpora nei suoi personaggi.
Cosa ci vuole trasmettere Zemeckis nelle sue opere? Vuole trasmetterci il valore della vita. Tutto ciò che cambia, che si muove nel tempo è vita. Tutto ciò invece che rimane statico, fermo e piatto è destinato alla morte. Rivediamo quindi nei quattro protagonisti dei quattro film appena analizzati come questa sua teoria viene esplicitata.
Marty, il protagonista di Ritorno al futuro, è forse l’esempio più lampante di questa teoria. Egli non è per niente contento della sua situazione familiare. Grazie al suo amico Doc egli torna nel passato e interferisce con il normale corso degli eventi passati che coinvlgono la sua famiglia. Questo, fortunatamente, ha un effetto benefico su di sé e sulla sua famiglia e il viaggio in questo caso è il cambiamento allo stato puro. Un viaggio però che segue le regole ferree e inderogabili del tempo. Tornato al suo presente, non solo la sua famiglia è migliorata, ma lo stesso Marty apprende l’importante valore del tempo e forse anche impara ad apprezzare di più i suoi genitori.
Roger Rabbit, il protagonista del film Chi ha incastrato Roger Rabbit?, è anche vittima di questa storia. La corsa contro il tempo qui è vista come unica via salvifica per liberare sé stesso e Cartoonia. Ma in questa missione non è solo; anzi, in effetti è proprio il detective Eddie Valiant il vero eroe di questo film. Egli dopo numerosi colpi di scena, riesce nella missione di salvare Cartoonia, ma soprattutto a salvare sé stesso dal fallimento. Anche in questo caso, il movimento è equivalente alla vita in piena ottica zemeckisiana.
zemeckis-spielbergNel personaggio di Forrest Gump, protagonista dell’omonimo film, il movimento è visto ad un certo punto come unica via di fuga. Dopo la perdita della madre e l’ennesimo allontanamento di Jenny, Forrest decide di correre: non sa dove e non sa per quanto, ma corre senza fermarsi. Qui è evidente come l’idea di movimento rappresenti la vita, il superamento di una crisi profonda.
Infine abbiamo il personaggio di Chuck Nolan, del film Cast Away. Chuck, sia prima dell’incidente, che durante la permanenza forzata sull’isola, non ha mai sottovalutato l’importanza del tempo, ha solo rivalutato il concetto. Se prima il tempo era scandito dalle consegne che doveva effettuare e dalle richieste dei clienti, sull’isola il tempo è il solo padrone della propria sopravvivenza. Sull’isola apprende che ha tutto il tempo che vuole per rifarsi una vita o per cercare di tornare a casa. Ma per tornare a casa, Chuck dovrà compiere un cambiamento interiore, nel suo stile di vita.

Si conclude questa lunga scheda sul regista Zemeckis.
Nella speranza di non avervi annoiato e di aver suscitato il vostro interesse, vi consigliamo la lettura della scheda dal titolo “Nuova Hollywood e cinema anni ’80” qualora foste interessati.
Mille grazie soprattutto anche al Dottor Cesare Castellani che ha gentilmente permesso la condivisione della sua tesi sul nostro sito e per esprimere la nostra gratitudine gli cantiamo: DOTTORE!!! DOTTORE!!! DOTTORE…!!!

 

Informazioni su Axel Foley

Axel Foley

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a axelfoley@finalciak.com

  • bat-fiz

    Mamma mia che robaaaaa….bello bello bello. Non si riesce a finire tutto di botta… ho bisogno di più tempoo!
    Bello bello bello… un analisi stupenda, ogni film è sviscerato ed ispezionato in ogni minima parte…mammma miaaa!! Un lavoro che è un capolavoro!
    Bellissima scheda e … bellissima tesi.
    Ma vi lascio con una domanda: Non notate che Zemeckis assomigli in modo pazzesco a Philippe Daverio?

    • Grazie, ora mi immagino Robert Zemeckis che conduce Passepartout…

Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com