Venerdì 13

Categorie: Film, Recensione, Scheda

Pubblicato il 13-07-2012 alle 14:52

È venerdì 13 giugno 1980 ed un gruppo di adolescenti va a lavorare in un campeggio, Camp Crystal Lake, che sta per riaprire. Ventitré anni prima, nello stesso campeggio, un ragazzino di nome Jason Voorhees era annegato a causa di un gruppo di adolescenti che lo gettarono nel lago del campeggio.

Tratto da Wikipedia

Comincia così la lunga saga di uno degli Horror più splatter della storia del cinema. Venerdì 13.

Jason è ormai entrato nell’immaginario collettivo con la sua maschera da Hockey e il fedele machete.
Chi guarda un Horror nudo e crudo, come questi non cerca adrenalina, non cerca una trama avvincente e ben congegnata o dialoghi intelligenti. Cerca semplicemente horror. Lo spettatore deve saltare dalla poltrona come se ci fosse la 10.000 Volts sul seggiolino.

Se volete qualcosa di più potete cercare da altre parti, ma qui signori abbiamo solo qualcosa di trito e ritrito per ben 10 film + 1 crossover + 1 remake.
Il problema maggiore della serie non è Jason, non sono i vari espedienti utilizzati per riportarlo in vita, ma l’ignoranza biologico-genetica degli altri protagonisti.

Le regole per vincere in un Horror “stupido” sono semplici:
Schiva, piega, scansa, tuffati e schiva. Si perché nell’antichità quegli oppiomani di cinesi, si lanciavano teste umane invece che palle approvate dalla ADAA (American Dodgball Association of America).

Jason quindi è IL giocatore di Dodgeball. Lo scopo del gioco è eliminare i giocatori avversari, l’uso del machete è consentito. Se prendi un’auto che non va in moto, il giocatore che è alla guida è morto, inoltre il killer si può automaticamente teletrasportare sull’ingresso di casa dopo che hai corso come Carl Lewis. Ricordate poi che Jason gioca ad uno sport di violenza, esclusione e degradazione, quindi quando scegliete gli amici per fare un giro vicino a Camp Crystal Lake prendete i ragazzi più forti e più grossi così Jason si divertirà di più a farli a pezzi.

A parte gli scherzi, la saga di Jason non è niente di che, e piace solo ai cultori del genere. Vale la pena vederne uno solo per capire come funziona la cosa, visto che è di fatto nell’immaginario collettivo.

Non do voti, vista la quantità ma solo due precisazioni:
– Il primissimo film è diverso dagli altri, Jason non c’è, ma sua madre…
– L’ultimo, il remake, vede Michael Bay come produttore. Non aspettatevi esplosioni.

 

Informazioni su Snake Plissken

Snake Plissken

Membro fondatore di FinalCiak. Se vostra figlia è stata rapita da Cuervo Jones, potete scrivermi a snakeplissken@finalciak.com non lamentatevi se dopo scrivo 666 su un tastierino numerico. Adoro le sigarette American Spirit.