Maze Runner – Il labirinto

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 21-10-2014 alle 9:30

maze-runner-posterThe Maze Runner (USA | 2014 | 114 min)
Dylan O’Brien: Thomas, Kaya Scodelario: Teresa, Will Poulter: Gally, Thomas Brodie-Sangster: Newt, Patricia Clarkson: Ava Paige, Ki Hong Lee: Minho, Aml Ameen: Alby, Don McManus: Uomo mascherato, Joe Adler: Zart, Blake Cooper: Chuck
Regia: Wes Ball
Autori: James Dashner (romanzo e sceggiatura), James Dashner, Noah Oppenheim, T.S. Nowlin, Grant Pierce Myers
Genere: avventura / fantascienza / thriller / post-apocalittico / drammatico / corri Forrest, corri!

Trama
Thomas si sveglia d’improvviso all’interno di una gabbia/ascensore che sale verso l’alto. Non si ricorda nulla, inizialmente nemmeno il suo nome, e si ritrova in mezzo a una radura accolto da un gruppo di altri ragazzi più o meno della sua età che vivono in un accampamento costruito da loro, con delle collaudate regole di convivenza, da ormai tre anni. Il campo e il bosco adiacente sono circondati da altissime mura e ogni mattina si aprono in un punto dando accesso a un labirinto. Solo alcuni dei giovani possono andare nel labirinto per esplorarlo e cercare una via di fuga, i cosiddetti “velocisti”. Il labirinto è pieno di pericoli e cambia ogni giorno. Chi non riesce a tornare alla base entro sera, rimane chiuso dentro e non sopravvive. L’arrivo di Thomas, e successivamente dell’unica ragazza, Teresa, portano una serie di cambiamenti che indurranno alcuni dei ragazzi a sperare finalmente di fuggire dal labirinto per scoprire chi e perché li ha messi lì cancellando il loro passato.

the-maze-runner-2C’erano una volta film tratti da libri su vampiri luccicanti e innamorati, licantropi dal cuore d’oro e zombie che sorridono, regalano fiori e non tentano di mangiarti il cervello alla prima occasione. Poi il mondo dell’editoria, e a ruota del cinema, hanno pensato di cambiare rotta e dedicarsi alle trilogie (perché anche qui di trilogia si tratta) ambientate in mondi distopici, dove giovani protagonisti lottano per la propria sopravvivenza contro un potere malvagio superiore che vuole controllarli. Così dopo Hunger Games e Divergent, ecco i ragazzi del labirinto di Maze Runner.

53d761f96f35fPer quanto mi sforzi di scorgere differenze sostanziali tra le varie saghe, e ce ne saranno pure, è innegabile che pur invertendo l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Gente che corre peggio di Forrest Gump, gente dal carattere improponibile che mena le mani e non da retta a nessuno, gente buona e saggia che non perde la speranza, il piccolo paffutello tenerone, una ragazza e un ragazzo inspiegabilmente “più” degli altri. Questo è ciò che rende un pochino prevedibile la trama. Mettiamoci pure il V.M. 14 per via di una paio di morti ammazzati e qualche mostro mezzo aracno-robotico e direi che non manca niente.
La domanda più interessante che mi sono posta è stata la seguente:
[mezzo SPOILER] Quando mandano un’unica ragazza in mezzo a un villaggio di soli maschi che non ne vedono una da tre anni, con allegato un biglietto “Questa è l’ultima di voi che manderemo, per sempre.” …cosa vorrà mai significare? (lì si che ci vorrebbe il V.M.18!)

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(me lo domando pure io….)

Ho molto apprezzato il giovane protagonista, Dylan O’Brian (Teen Wolf), che spero abbia un brillante futuro sul grande schermo perché merita davvero. Tra gli altri volti conosciuti possiamo notare Kaya Scodelario (Skins) e il sempre giovane Thomas Brodie-Sangster (Game of Thrones, Love Actually, L’ultima legione, Nowhere Boy).
Nel complesso il film non è male, ma non mi ha entusiasmata particolarmente.

Voto IMDb: 7.4 con 47.595 voti
Voto di Crisididentita: 6,5
Voto di Snake: 6,5

 

Informazioni su Crisididentita

Crisididentita

"Per entrarmi nel cuore e non farmi rimpiangere i soldi del biglietto, un film deve farmi almeno un po' piangere, o ridere, o piangere dal ridere." E-mail di contatto crisididentita@finalciak.com

  • Questa è la storia di 4 uomini, che al sabato sera non hanno impegni e si ritrovano per un cinema di rito. Una scelta: Maze Runner o The Judge. Quando l’ignoranza chiama, il metodo Finalciak™ risponde. E così i nostri eroi partirono per la visione di un quattro facile. Ma all’improvviso, un’incoscienza. “Sembra che abbiano abbocato” su un’unica, singola battuta, il voto sale a 5. Cinque come le dita in una mano che combattono la solitudine di una mandria di ragazzi in piena tempesta ormonale. E quando arriva una bella tipa, per poco non scatta il…
    Limitamoci. Contegno.

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