Finalciak Consiglia… FILM E MUSICA

Categorie: musical, Scheda

Pubblicato il 26-07-2017 alle 18:00

Tra le varie proposte di generi finora illustrate, sentivo la mancanza della musica! Che siano opere nate proprio come musical, film su compositori storici, videoclip allo stato embrionale, o vicende più o meno surreali scaturite dalla fantasia, ma legate indissolubilmente dalla musica, non possono mancare nel bagaglio di un cinefilo a tutto tondo.
A differenza delle altre schede di Finalciak consiglia, in cui menzioniamo solo i titoli, qui trovate vere e proprie recensioni dei singoli film.
Quindi alzate il volume e buona visione!

 

Fantasia

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Fantasia (USA | 1940 | 124min)
Genere: Animazione | Fantastico

Esperimento innovativo per l’epoca quello di trasformare la musica in immagini, quando l’avvento di MTV e dei videoclip era assai lontano.
Così vari artisti mostrano la loro interpretazione di otto composizioni classiche; l’uso del supporto visivo è sicuramente più coinvolgente che il solo ascolto audio.
Vedendo questo film da piccola mi concentravo più sul lato cartone animato; col tempo ho imparato anche ad ascoltare la colonna sonora che, mai come in quest’opera, è parte integrante del film. Diciamo che dietro la mia anima rock, si nasconde anche un lato classico, che penso sia nato proprio ascoltando Lo Schiaccianoci in Fantasia.
L’orchestra è condotta dal maestro Leopold Stokowski e le composizioni sono:

1) Toccata e fuga in Re minore di Johann Sebastian Bach: inizia riprendendo le varie sezioni dell’orchestra, sottolineandone le parti illuminando gli strumenti di colori brillanti, e concentrandosi anche sul ruolo del direttore d’orchestra che coordina tutti. Poi il segmento continua con disegni astratti che sono stati ispirati dai suoni.

2) Lo schiaccianoci di Pëtr Il’ic Cajkovskij: il compositore stesso odiava questa suite; io l’adoro, tranne la “Danza araba” che è un po’ noiosa (e viene rigorosamente skippata come traccia!).
I disegni sono ispirati al mondo vegetale, al sottobosco e a delle fatine che lo animano. La “Danza cinese” danzata dai funghetti è qualcosa di spettacolare! La “Danza araba”, nonostante la noia, è ben rappresentata con dei pesci dalle code sinuose, che ricordano le odalische che ballano. Il “Valzer dei fiori” me lo ricordo tristemente perché era la colonna sonora di uno spot del deodorante per water… che tristezza! I vari movimenti sono ben legati tra di loro visivamente ed i disegni sono ben definiti.

3) L’apprendista stregone di Paul Dukas: questa composizione racconta essa stessa la storia di un apprendista stregone. Quando però l’apprendista ha la faccia di Topolino, nell’immaginario di un bambino, la cosa assume un’altra dimensione. La composizione ha un ritmo assai vivace e allegro, la storia, seppur breve, è coinvolgente, e non stanca mai guardarla.

4) La sagra della primavera di Igor Stravinskij: odiavo questo segmento da bambina e lo odio tutt’ora: NOIOSO!!! La composizione musicale non mi attira per niente, i disegni sono parecchio inquietanti e scuri: narrerà la storia dell’evoluzione,però è parecchio triste, coi dinosauri che si mangiano tra di loro e poi muoiono  di stenti per la siccità.

5) Sinfonia n. 6 “Pastorale” di Ludwig Van Beethoven: dopo la tristezza assoluta di Stravinskij, passiamo a qualcosa di più allegro. La vicenda è ambientata sul monte Olimpo, popolato da creature mitologiche come cavalli alati, centauri, cherubini e satiri. L’atmosfera è solare e allegra, finché Zeus non si arrabbia! Bacco che si ubriaca col suo unicorno è spettacolare!

6) Danza delle ore di Amilcare Ponchielli: far muovere a passo di danza struzzi, ippopotami, elefanti e alligatori (tutti animali poco aggraziati nei movimenti!) è una bella idea. L’atmosfera è piena di colore, la musica coinvolgente, anche questo segmento si guarda e riguarda volentieri.

7-8) Una notte sul Monte Calvo di Modest Petrovic Musorgskij e Ave Maria di Franz Schubert: questi pezzi li saltavo sempre, il primo mi faceva paura, il secondo era noioso. La notte sul Monte Calvo è una bella composizione in realtà, movimentata. Certo che i disegni sono parecchio inquietanti: un demone che con la notte richiama le anime dei morti dalle tombe, diavoli che danzano al fuoco, donne sinuose che danzano tra le fiamme, infine il demone che getta nel fuoco le sue stesse creature… insomma, roba da farti avere gli incubi! Adesso provo tristezza guardando il demone che si ritira impaurito, le anime che ritornano nel luogo di riposo.
Poi parte l’Ave Maria che è un po’ barbosa senza voce solista che canta. Qui i disegni sembrano fatti da un’impressionista.

Da guardare, non può mancare nel bagaglio di un cinefilo.


Voto di IMDb: 7,8 con 75858 voti
Voto di Lisbeth: 4 sinfonie su 5

 

 

 

The Rocky Horror Picture Show

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The Rocky Horror Picture Show (USA/Gran Bretagna | 1975 | 98min)
Tim Curry (Dr. Frank-N-Furter – A Scientist), Susan Sarandon (Janet Weiss – A Heroine), Barry Bostwick (Brad Majors – A Hero), Richard O’Brien (Riff Raff – A Handyman)
Scritto da Richard O’Brien & Jim Sharman.
Diretto da Jim Sharman
Genere: Commedia

Brad e Janet, appena fidanzati, si recano dal professor Scott, alle cui lezioni si sono conosciuti. Il destino ci mette la mano e lungo la strada forano una gomma. Chiedono quindi aiuto ad un castello vicino, ma si trovano coinvolti in una convention con bizzarri personaggi.

Se Jesus Christ Superstar rappresenta il rock sacro, quest’opera rappresenta sicuramente il lato profano del rock, a cominciare da Tim Curry fasciato in una guepiere e calze a rete che sgambetta agilmente su un tacco 12!
Le musiche sono un tripudio di puro rock ballabile, scritte da Richard o’Brien, che interpreta Riff Raff. La trama è avvincente, con qualche colpo di scena che svela le debolezze dei protagonisti. Grandiosa l’idea di dichiararsi con una canzone alla tua ragazza in una chiesa dove si sta per svolgere un funerale! L’entrata in scena di Frank-n-Furter, avvolto in un mantello da Dracula che canta il verso “Non giudicare un libro dalla copertina” è emblematico.

SPOILER! Purtroppo i sottotitoli italiani rovinano la sua vera identità: la canzone recita “…from Transexual, Transilvania”, che può essere inteso come se Transexual fosse un luogo della Transilvania; nella traduzione italiana si fa invece riferimento al Pianeta Bisesso della galassia Transilvania, svelando che Frank e gli ospiti sono alieni.

Come un moderno Dr. Frankestein, Frank-n-Furter dà anch’egli vita ad una creatura… peccato che sia un biondone palestrato con pantaloncini e scarpette dorate!
Tra tentazioni, giochi di potere e tradimenti, riusciranno Brad e Janet a conservare il loro rapporto?
Tim Curry è semplicemente geniale, Susan Sarandon perfetta, Brad fa il solito broccolo, Riff Raff è veramente inquietante!
Se ancora oggi in tutto il mondo, dopo 40 anni, milioni di fan si radunano e mettono in scena questo musical, un motivo ci sarà: è assolutamente perfetto! Anche il nascente comico Claudio Bisio alla fine degli anni ’70 ne è rimasto folgorato. Inoltre nell’edizione ’96/’97 della trasmissione Mai dire gol, la sigla “Balla coi Barlafus” di Elio e le storie tese è una parodia del brano Time Warp.

Da guardare assolutamente!

[imdblive:id(tt0073629)]
Voto di IMDb: 7,8 con 75858 voti
Voto di Lisbeth: 5 Pianeti Transexual su 5

 

 

 

The Blues Brothers

musical04The Blues Brothers (USA | 1980 | 148min)
John Belushi (‘Joliet’ Jake Blues), Dan Aykroyd (Elwood Blues), Cab Calloway (Curtis), John Candy (Burton Mercer), James Brown (Reverendo Cleophus James), Ray Charles (Ray), Aretha Franklin (Mrs. Murphy), Carrie Fisher (Donna misriosa), Frank Oz (ufficiale del carcere), John Lee Hooker (artista di strada).
Scritto da Dan Aykroyd & John Landis.
Diretto da John Landis
Genere: Commedia

Uscito di prigione, Jake Blues, insieme al fratello Elwood e al loro colorito complesso, sono in missione per conto Dio: devono raccogliere 5.000 dollari per pagare le tasse dell’orfanotrofio dove i fratelli Blues sono cresciuti. L’impresa non sarà semplice, poiché i due fratelli si faranno parecchi nemici, che gli daranno la caccia fino all’ultimo!

Questo film è un capolavoro. Ogni scena è mitica ed ha quel che di surreale che te lo fa apprezzare sempre come la prima volta.
Certo, è sempre una favola, ma condita con dell’ottima musica e ottime coreografie, piena di nomi della musica soul (tanto per citarne un paio Ray Charles e Aretha Franklin), di inseguimenti in auto che danno quel tocco di azione che non guasta, il tutto legato da una sceneggiatura frizzante e memorabile.
La coppia Aykroyd e Belushi, ben rodata dal Saturday Night Live, si conferma ancora al top come duo comico, tenendo in pugno la scena.
Non basterebbe un articolo intero per indicare tutte le comparse, tra cui John Candy e Carrie Fisher (appare poche volte in scena, ma adoro la sua parte!)… e che dire di Aretha Franklin, in grembiule e pantofole rosa, che le canta, in tutti i sensi, al marito? Semplicemente stupenda.
L’inseguimento finale, col record al tempo per il maggior numero di auto distrutte su un set, è la ciliegina sulla torta!
Nella sceneggiatura si sente la mano di Aykroyd, pure risate anni ’80!
La colonna sonora è una bomba, un mix di pezzi soul e blues tutta da ascoltare.

L’impiegato dell’ufficio delle imposte è un giovanissimo Steven Spielberg, molto amico del regista John Landis; l’anno precedente, nel film 1941: allarme a Hollywood di Spielberg, lo stesso Landis compare in un cammeo, come portalettere dell’esercito.
Quando Jake e Elwood nascondono la macchina sotto al tunnel per sfuggire ai poliziotti, all’imbocco dello stesso si legge “John + Deborah”, omaggio di Landis alla moglie Deborah.

Il doppiaggio italiano ha delle pecche:
1) il nome di Jake viene sempre pronunciato come Jack
2) l’indirizzo fittizio dato da Elwood in originale è 1060 West Addison, in italiano il civico è 1026.
3) Elwood ricorda a Curtis (Cab Calloway) che in passato gli suonava l’harp: harp indica in effetti l’arpa classica, come è stato tradotto, ma nell’ambiente blues, quindi nel contesto del film, è usato per indicare l’armonica, che poi è lo strumento di Elwood.

Assolutamente da vedere, ottime colonna sonora e comicità, una pietra miliare che non può mancare nel bagaglio di un cinefilo! Se riuscite procuratevi l’edizione estesa della durata di ben 148 minuti in  modo da potervi godere appieno questo capolavoro.

[imdblive:id(tt0080455)]
Voto di IMDb: 7,8 con 75858 voti
Voto di Lisbeth: 5 Inseguimenti al J.C. Penny su 5

 

 

 

Amadeus

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Amadeus (USA/Francia| 1984 | 160min)
F. Murray Abraham (Antonio Salieri), Tom Hulce (Wolfgang Amadeus Mozart), Elizabeth Berridge (Constanze Mozart), Roy Dotrice (Leopold Mozart), Jeffrey Jones (Giuseppe II).
Scritto da Peter Shaffer.
Diretto da Milos Forman
Genere: Biografico | Storico | Drammatico
Top Rated Movies #86. Vincitore di 8 premi oscar.

Il compositore Antonio Salieri, tormentato dal rimorso, tenta il suicidio. Di fronte ad un prete, racconterà la sua storia e del suo rapporto conflittuale con Wolfgang Amadeus Mozart, alla corte dell’imperatore d’Austria Giuseppe II.

Questa è stata una delle tante cose che ti costringono a vedere a scuola e che non apprezzi perché sei obbligato a sorbirtele!!! Vi giuro che visto a 13-14 anni, questo film è noiosissimo! Crescendo, non solo di età ma anche dal punto di vista musicale e cinematografico l’ho veramente rivalutato.
Basato sulla piece teatrale di Peter Shaffer.

La trama è appassionante e sonda in dettaglio l’animo di Salieri, l’invidia per lo straordinario talento di Mozart, la gelosia per la sua ascesa nelle grazie dell’imperatore, e vedremo fino a che punto può spingersi un uomo per la fama.
Noteremo anche i difetti di Mozart: dietro al talento, si nasconde un eterno ragazzino irriverente, dalla risata facile (e irritante!), incline al divertimento e a spendere, ma anche un figlio succube del dominio del padre.
Verso la fine, il seme della follia germoglia in entrambi i compositori.

La storia, seppur fittizia, è assai coinvolgente, la sceneggiatura non annoia e si segue fino alla fine delle oltre due ore e mezza. Ottime le interpretazioni di Murray Abraham e Tom Hulce nei panni dei due protagonisti.
I costumi (soprattutto le inguardabili parrucche!) e le scenografie ricreano alla perfezione gli anni alla fine del 18° secolo. La colonna sonora è composta da composizioni strumentali e tratte da opere liriche, prevalentemente di Mozart. Il film è stato ben accolto dall’Academy e ha vinto 8 premi Oscar: Miglior film, Migliore regia a Miloš Forman, Miglior attore protagonista a F. Murray Abraham, Migliore sceneggiatura non originale a Peter Shaffer, Migliori costumi a Theodore Pistek, Migliore scenografia a Patrizia Von Brandenstein e Karel Cerný, Miglior sonoro e miglior trucco.

Da vedere, se riuscite a sopportare due ore e quaranta filate di musica classica!

[imdblive:id(tt0086879)]
Voto di IMDb: 7,8 con 75858 voti.
Voto di Lisbeth: 3 Sinfonie n. 40 k 550 su 5

 

La piccola bottega degli orrori

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Little Shop of Horrors (USA | 1986 | 94min)
Rick Moranis (Seymour Krelborn), Ellen Greene (Audrey), Vincent Gardenia (Mushnik), Steve Martin (Orin Scrivello).
Sceneggiatura: Howard Ashman
Regia: Frank Oz
Genere: Commedia

Anni’60, bassifondi di Los Angeles, la vita è dura per tutti. Nel negozio di fiori del signor Mushnik, l’atmosfera non è certo migliore, visto che i clienti scarseggiano. Un giorno l’imbranato Seymour espone in vetrina una pianta nuova, che attira clientela e gli garantisce la fama. La pianta per crescere ha però bisogno di un ingrediente speciale!

La trama è semplice, Seymour da sfigato passa a star, ma il prezzo che gli chiede la pianta lo cambia radicalmente, facendogli addirittura commettere degli omicidi. E’ inoltre innamorato di Audrey, sua collega, che però è fidanzata con un sadico dentista, magistralmente interpretato da Steve Martin (che rivestirà poi i panni di dentista in Novocaine). Ovviamente la figura del dentista sbeffeggia Elvis Presley, con la giacca di pelle e il ciuffo impomatato.
Cammeo di John Candy, Bill Murray e James Belushi.

Le canzoni sono in stile anni ’60, orecchiabili e ballabili. L’accompagnamento delle tre coriste rende l’insieme perfetto. Audrey II (la pianta) inizialmente è pucciosa, proprio come Alien, ma da adulta corrompe Seymour con la fama, e alla fine svela i suoi diabolici piani!. Nella canzone finale, i suoi boccioli che fanno il coro sono stupendi, tanto di cappello al creatore Lyle Conway! Ottimo lavoro del team di animatronica per dare vita al vegetale, con i vari rami e le radici mobili.

[imdblive:id(tt0091419)]
Voto di IMDb: 7,8 con 75858 voti
Voto di Lisbeth: 3 Pollici verdi su 5

 

Labyrinth

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Leggete qui la recensione a cura di Bat-fiz!

 

Cry baby

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Cry-Baby (USA | 1990 | 91min)
Johnny Depp (Cry-Baby), Ricki Lake (Pepper Walker), Amy Locane (Allison Vernon-Williams), Susan Tyrrell (Ramona Rickettes).
Sceneggiatura: John Waters.
Regia: John Waters
Genere: Commedia | Romantico

La bella e altolocata Allison si invaghisce del teppistello Cry-Baby, che ricambia le sue intenzioni. L’ex di Allison non ammette lo sgarbo e inizia una lotta di classe tra i “regolari” e la colorita gang di Cry-baby.

Questo film trasuda trash da tutti i pori. Considerato che una delle dichiarazioni del regista John Waters è stata: “Se uno vomita durante la proiezione di un mio film, lo considero un’ovazione”, potete immaginare il tipo di uomo dietro la macchina da presa!

La trama è lineare, da un musical uno non si aspetta certo un intreccio alla “Intrigo internazionale”. Le musiche sono ottime, i pezzi, incisi negli anni ’50, anno in cui si svolge la vicenda, sono molto ritmati e tutti da ballare. Buoni anche i costumi, anche se quelli di Johnny Depp a volte non si possono guardare!

Un giovanissimo e impomatato Depp interpreta l’affascinante Cry-Baby. Le sue espressioni sono epocali. Pensate che è anche un bravo chitarrista, tanto che suona la slide guitar nella traccia “Fade in-out” degli Oasis. Nonostante abbia una bella voce, qui le sue parti cantate sono doppiate da James Intveld.

Da notare Iggy Pop nella parte dello svitato zio Belvedere, che viene introdotto mentre, da vero zoticone, si lava in giardino nella tinozza di metallo. La procace Wanda è interpretata da Traci Lords, ex pornostar.
Il film è una parodia di Grease, West Side Story, e dei film di Elvis Presley.

[imdblive:id(tt0099329)]
Voto di IMDb: 7,8 con 75858 voti
Voto di Lisbeth: 3 Brillantine su 5

 

Nightmare before Christmas

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Leggete qui la recensione!

 

La leggenda del pianista sull’oceano

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La leggenda del pianista sull’oceano (Italia | 1998 | 165min)
Tim Roth (Danny Boodmann T.D. Lemon Nineteen Hundred ‘1900’), Pruitt Taylor Vince (Max Tooney), Bill Nunn (Danny Boodmann), Clarence Williams III (Jelly Roll Morton).
Sceneggiatura: Alessandro Baricco (monologue Novecento), Giuseppe Tornatore.
Regia: Giuseppe Tornatore
Genere: Drammatico
Vincitore di un Golden Globe

Il trombettista Max Tooney, ridotto sul lastrico dopo la guerra, decide di vendere la sua amata tromba in un banco dei pegni. Si troverà a raccontare al negoziante la storia di un bizzarro personaggio, un fantastico pianista che ha trascorso tutta la sua vita su un transatlantico, suonando nelle rotte transoceaniche, senza mai mettere piede a terra.

Molti hanno definito questo film pomposo e eccessivo, io lo trovo fantastico, una perfetta trasposizione del monologo teatrale di Baricco, che grazie alle brillanti interpretazioni dei due protagonisti, prende vita e ti cattura, come se fossi un passeggero del Virginian. Non si può non provare simpatia per Novecento, prima abbandonato dai veri genitori, poi dal padre adottivo, come famiglia gli rimane il numeroso equipaggio della nave, la musica come mezzo di espressione. Tim Roth incarna perfettamente l’estroso pianista, con la faccia da imbranato innocente, eterno bambino.

Morricone al suo meglio, in alcuni punti si sente l’aria di “C’era una volta in America”; non so bene per cosa, forse per la musica, forse per i costumi, o perché inizialmente Noodles e compagni sono poveri, come i passeggeri in terza classe del Virginian, che vanno in America per seguire appunto l’American dream, per certi versi il film di Tornatore mi ricorda quello di Leone.

Il pianista Jelly Roll Morton è esistito davvero, e le canzoni suonate appartengono veramente al repertorio dell’artista: l’ultima canzone del duello si chiama “Fingerbreaker”… il titolo parla chiaro!

[imdblive:id(tt0120731)]
Voto di IMDb: 7,8 con 75858 voti
Voto di Lisbeth: 4 Transatlantici su 5

 

School of rock

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The School of Rock (USA/Germania | 2003 | 108min)
Jack Black (Dewey Finn), Mike White (Ned Schneebly), Joan Cusack (Rosalie Mullins), Adam Pascal (Theo).
Sceneggiatura: Mike White
Regia: Richard Linklater
Genere: Commedia

Dewey Finn è uno spiantato chitarrista, che sogna la fama e la gloria. Un giorno ha la “brillante” idea di fingersi un supplente ed andare ad insegnare in una scuola di elite. Accorgendosi del potenziale musicale inespresso dei ragazzi della sua classe, coinvolgerà gli studenti in una band con l’obiettivo di partecipare alla “Battaglia delle band”.

Già dall’inizio si preannuncia epocale come film: ad un concerto rock, Jack Black si lancia sulla folla per uno stage diving… ma nessuno lo prende e finisce per dare una facciata per terra!!!

Il film è una bella favola, diciamolo, e Black è l’insegnante che tutti avremmo voluto avere. La trama scorre bene, tra buona musica, citazioni dal mondo rock e scambi di battute. Non mi sento di gettare letame su Dewey: alla fine della fiera non si rivela poi tanto buono a nulla, certo è fuori dai rigidi schemi dell’insegnamento scolastico, però per organizzare un branco di ragazzini come fa lui, qualcosa di speciale ce l’ha!

Joan Cusak è perfetta nella parte dell’intransigente preside tutta d’un pezzo dell’istituto. Certo, un bel buco di sceneggiatura il fatto che non controlli la vera identità di Dewey e faccia entrare uno sconosciuto a scuola, però come ho detto prima, nelle favole tutto è concesso! E poi adora Stevie Nicks, come odiarla!

La colonna sonora è perfetta, da enciclopedia del rock: Ramones, AC/DC, Clash, Cream, Who, Led Zeppelin, Stevie Nicks, T-Rex, e molti altri. I riferimenti al mondo musicale sono tanti, a partire dai dischi che Dewey Finn consiglia agli studenti, ai filmati di performances live che gli fa vedere, e al fatto che alla fine indossi un’uniforme scolastica, usi una Gibson “diavoletto” e si muova come Angus Young, il chitarrista degli AC/DC (in realtà è proprio Jack Black che è un fan sfegatato della band australiana!). E poi volete mettere, quando viene mostrata la lavagna dell’ora “Storia del rock”, chi non vorrebbe assistere a una lezione del genere?

Una favola per chi ama il rock; assolutamente consigliato.

[imdblive:id(tt0332379)]
Voto di IMDb: 7,8 con 75858 voti
Voto di Lisbeth: 4 Assoli di chitarra su 5

 

La sposa cadavere

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Leggete qui la recensione di Bat-fiz!

 

 

Tenacious D e il plettro del destino (o il destino del rock)

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Tenacious D in The Pick of Destiny (USA/Germania | 2006 | 93min)
Jack Black (JB), Kyle Gass (KG), JR Reed (Lee), Ronnie James Dio (Dio), Ben Stiller (Commesso negozio di chitarre), Tim Robbins (Lo straniero).
Sceneggiatura: Jack Black, Kyle Gass & Liam Lynch.
Regia: Liam Lynch
Genere: Commedia

Il giovane JB, col rock nel sangue ma oppresso da una famiglia religiosa, arriva a Hollywood per fondare una band che lo porterà al successo. Qui incontra Kyle, chitarrista spiantato e disoccupato. Convinti che il successo di chitarristi famosi, come Van Halen e Pete Townshend, stia nel plettro che usarono, partono alla ricerca dell’oggetto. La strada sarà ardua, poichè il plettro è più di un semplice accessorio!

Dopo la gag un pò grezza all’inizio, il film parte con una canzone potente, che illustra la vita del povero JB: chiunque ami il rock ha per almeno cinque minuti coccolato il sogno di essere famoso e vivere all’insegna di Sesso, Droga & Rock ‘n roll! Da notare che il padre è interpretato da Meat Loaf, cantante e chitarrista rock: anche se non compare nei titoli, l’ho beccato subito!

L’incontro con Kyle Gass è memorabile, il duetto con le composizioni classiche è veramente micidiale. Da qui le vicende prendono una via surreale, ma che intrattiene, tra battute, citazioni e un’ottima colonna sonora, scritta dagli stessi Jack Black e Kyle Gass. Dai tarocchi dei titoli di testa, al tema della ricerca di un oggetto misterioso, il film ricalca un po’ i vecchi racconti medievali.

I cammei si sprecano: oltre a Meat Loaf, compare Ronnie James Dio nei panni di se stesso, mentre Satana è interpretato da Dave Grohl, lo straniero da Tim Robbins, il commesso del negozio di chitarre da Ben Stiller (che è anche uno dei produttori) e nel bar compare anche Amy Adams. Per non parlare delle citazioni a altri film, come Arancia meccanica, The Blues Brothers, Entrapment e Guerre stellari.

I chitarristi che hanno “usato” il plettro del destino sono Randy Rhoads di Ozzy Osbourne, Pete Townshend degli Who, Eddie Van Halen dei Van Halen ed Angus Young degli AC/DC. Guitarway to heaven è una citazione alla canzone “Starway to heaven”, presente nell’album Led Zeppelin IV dei Led Zeppelin. Altra citazione agli Zeppelin è il vecchio saggio: nel libretto dei testi del sopracitato album, sempre alla canzone Starway to Heaven, compare questo anziano con la cappa e la lanterna; nel film compare nei tarocchi dei titoli di testa, quando è scritto “Produced by Stuart Cornfeld”.

Un po’ surreale, ma da vedere.

[imdblive:id(tt0365830)]
Voto di IMDb: 7,8 con 75858 voti
Voto di Lisbeth: 4 Plettri su 5

 

Sweeney Todd il diabolico barbiere di Fleet Street

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Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street (USA/GB| 2007 | 116min)
Johnny Depp (Sweeney Todd), Helena Bonham Carter (Mrs. Lovett), Alan Rickman (Judge Turpin), Timothy Spall (Beadle), Sacha Baron Cohen (Pirelli)
Sceneggiatura: John Logan, Hugh Wheeler (musical) &  Christopher Bond (adattamento al musical)
Regia: Tim Burton
Genere: Drammatico | Horror
Vincitore di un premio Oscar. Candidato a 3.

Il barbiere Sweeney Todd torna pieno di rancore (pienamente giustificato) a Londra, e prende bottega sopra il negozio di pasticci di carne della signora Lovett. I due formeranno una bizzarra alleanza per risollevare le sorti del negozio della donna aggiungendo un “misterioso” ingrediente alle pietanze, mentre lui cerca vendetta contro il potente giudice Turpin, che gli ha sconvolto la vita in passato.

Favola noir/splatter in puro stile Burton, che anche qui non sbaglia il colpo. Emozionante storia di vendetta e inganni in una Londra macabra e scura. La trama è intrigante e coinvolgente, e di sicuro non annoia. Le leggende metropolitane sull’uso di carni alternative a quella bovina in ragù e altri cibi si sprecano, quindi non metto in dubbio la possibilità della sostituzione!!!

L’interpretazione di Johnny Depp è fenomenale, sia come attore che come cantante (al contrario di Cry-Baby, qui le canzoni non sono doppiate da cantanti professionisti, ma sono gli attori stessi ad interpretarle). Helena Bonham Carter era incinta della secondogenita di Tim Burton, ma questo non le ha impedito di frequentare impegnative lezioni di canto e essere stretta nei corsetti! Tanto di cappello! E dai giornali scandalistici si legge che era anche in crisi col marito durante la produzione! Sacha Baron Cohen risulta bizzarro in un ruolo drammatico, ma l’interpretazione è grandiosa: il suo personaggio è un barbiere italiano, e l’attore parla inglese con accento italico! D’altronde ha dimostrato di essere un buon “vocalizzatore” con i suoi personaggi Borat e Bruno e doppiando il mitico re Julien nel franchise di Madagascar! Impeccabile anche Alan Rickman nella parte del crudele giudice Turpin.

La fotografia di Dariusz Wolski va a braccetto con l’atmosfera gotica che pervade l’universo di Burton. Nel 2008 ha vinto un Oscar per la Miglio scenografia (Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo). Il film è basato sul musical omonimo di Stephen Sondheim e Hugh Wheeler. Le canzoni forse sono un po’ troppo pompose, ma si ascoltano con piacere e sottolineano bene le emozioni dei personaggi.

[imdblive:id(tt0408236)]
Voto di IMDb: 7,8 con 75858 voti
Voto di Lisbeth: 3 Rasoi su 5

 

I love Radio Rock

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The Boat That Rocked (GB/Francia/Germania | 2009 | 117min)
Philip Seymour Hoffman (Il Conte), Bill Nighy (Quentin), Nick Frost (Dave), Michael Hadley (Mr. Roberts),
Sceneggiatura: Richard Curtis.
Regia: Richard Curtis
Genere: Commedia | Drammatico

Nel 1966 il rock’n’roll era nella sua epoca d’oro, ma in Inghilterra le radio ufficiali trasmettevano poco questo genere di musica. Per fortuna esistevano le radio pirata che soddisfacevano le esigenze dei rockettari tutto il giorno e tutta la notte. In particolare la stazione di “Radio Rock” ha sede su una barca ormeggiata nel Mare del Nord.
Il giovane Carl viene spedito dalla madre proprio sul natante in questione affinchè venga “raddrizzato” dalla vita di mare. Ma la signora evidentemente ignora il variegato gruppo di soggetti che gestisce la radio, che accoglierà Carl benevolmente tra di loro.
Mentre la vita a bordo scorre più o meno tranquilla, a terra l’austero Governo britannico dichiara guerra alla stazione pirata, cercando in tutti i modi di ostacolarne le trasmissioni.

Già dalla scena iniziale questo film si preannuncia assai buono: viene spiegata brevemente la situazione delle radio ufficiali e quelle pirata, e vengono mostrate varie persone che ascoltano il rock’n’roll, alcune di nascosto dai genitori “puritani”, altri invece liberi di ballare, il tutto col sottofondo di un classico come “All day and all of the night” dei Kinks. Quello che si nota prima di tutto in questo film è proprio la colonna sonora: narrando la vita di una radio, c’è sempre della musica in sottofondo, ed in alcune scene sottolinea i sentimenti provati dai singoli personaggi.

Oltre ai Kinks, possiamo ascoltare gli Who, i Rolling Stones, i Beach Boys, “quel giovane chitarrista che ci sa fare” (Jimi Hendrix), e persino il nostrano Ennio Morricone, con dei brani da “Per qualche dollaro in più”. Data l’epoca, tutta la musica era rigorosamente su vinile: assolutamente per nostalgici!

Il ritmo della commedia è frizzante e vivace, si ride e ci sono anche momenti di tensione. Più la buona musica… insomma che altro volete da un film?

La vicenda narrata prende spunto da un fenomeno reale, quello della stazioni fantasma poste su barche ormeggiate appena fuori del limite delle acque inglesi che trasmettevano rock’n’roll 24 ore su 24: d’altronde la BBC ufficiale ne trasmetteva soltanto due ore a settimana … ma a quelli come me che campano di musica, sai che gli fanno due ore di rock a settimana??? Potrei morire se mi costringessero ad una “dieta” simile!
Il regista si ispirò alla stazione Radio Caroline, e per scrivere la sceneggiatura, ha incontrato l’allora capitano Johnnie Walker, il quale gli ha suggerito numerosi aneddoti.

Nonostante sia ambientato su una nave, spesso con scene all’interno, l’ambiente non risulta claustrofobico: a parte la cabina minuscola che devono condividere Carl e Kevin, lo studio di trasmissione e i vari ambienti sono spaziosi ed ariosi. I personaggi sono tutti un può fuori dagli schemi, ma ben delineati e ben amalgamati. L’unità di questo gruppo eterogeneo è un fattore importante: nonostante sorgano alcune divergenze tra i membri, queste si risolvono sempre per il meglio e all’insegna dell’armonia. Perfino quando minacciano di chiudere la stazione, tutti rimangono uniti.

SPOILER: Geniale la scena del “duello” tra Gavin ed il Conte, con Morricone in sottofondo poi!
Ottime anche le scene in cui si allaga la nave ed affonda.
Azzeccatissima “Father and son” di Cat Stevens mentre Carl cerca di salvare il padre.

Un film godibilissimo che, se vi piace il rock anni ’60 e lo spirito libero e ribelle che trasmette, non vi deluderà.

Fatto curioso: a Roma esiste veramente una stazione chiamata Radio Rock: purtroppo si sente solo in città, se poco poco ti allontani, Radio Maria comincia a fare interferenza, che bellezza!

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Voto di IMDb: 7,8 con 75858 voti
Voto di Lisbeth Kelevra: 4 Stazioni fantasma su 5

 

Informazioni su Lisbeth Kelevra

Lisbeth Kelevra

Collaboratrice ufficiale di FinalCiak. Potete contattarla direttamente scrivendo a lisbethkelevra@finalciak.com

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